Si tratta del terzo rapporto sulle attività svolte dalla Regione, tra il 2007 e il 2009, per la messa in sicurezza strutturale del territorio emiliano-romagnolo, la riduzione e mitigazione dei rischi, e il rafforzamento del sistema regionale di protezione civile. Dopo le precedenti edizioni del gennaio 2005 e di giugno 2007, il rapporto "Per la sicurezza del territorio" fa il punto sugli importanti risultati conseguiti nel campo della sicurezza territoriale e della gestione sostenibile delle risorse naturali.
La regione Lombardia ha preparato il Piano Territoriale Regionale, documento fondamentale di programmazione delle politiche per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio. Recupero e tutela sono i concetti cardine di tutto il piano.
Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 luglio 2009 reca l’approvazione del formulario che le autorità competenti al rilascio delle autorizzazione integrate ambientali dovranno compilare e inviare ogni tre anni al Ministero dell’Ambiente
Aumento generalizzato delle temperature e concentrazione delle piogge sono le principali tendenze rilevabili dall’Atlante idroclimatico 1961 - 2008, realizzato da Arpa Emilia-Romagna e presentato a Bologna nel corso del convegno “Non è più il clima di una volta”, in coincidenza non casuale con il vertice di Copenhagen.
Forti ritardi nella prevenzione e ancora troppo cemento lungo i corsi d’acqua e in prossimità di versanti franosi e instabili: resta elevato il pericolo frane e alluvioni in Italia.
Il contributo viene commisurato alla superficie dell’abitazione da rilocalizzare (fermo restando il limite massimo di 200 mq), si calcola sul valore di costo al mq stabilito per gli interventi di nuova edificazione di edilizia residenziale sovvenzionata (cioè 1300 euro/mq per un massimo di 260mila euro), per gli immobili ad uso di abitazione secondaria è calcolato al 75%
In Lombardia per 11 comuni individuati come territorio con una particolare criticità idrogeologica, la giunta ha avviato un progetto per il monitoraggio. I dati risultanti dalle verifiche serviranno anche per la redazione e per l'aggiornamento dei piani di emergenza e per l'implementazione del sistema regionale di prevenzione dei rischi.
“Quello che intendiamo fare per la prima volta in Piemonte - ha precisato assessore regionale alla Difesa del Suolo, Daniele Borioli - è avviare su questi interventi un metodo analogo a una concessione a beneficio di chi svolge i lavori. Ovvero, consentire alle imprese private di acquisire la proprietà della ghiaia che viene estratta dal letto dei fiumi, preziosa per le costruzioni. In questo modo riusciamo a mettere in sicurezza i nostri corsi d’acqua, senza costi aggiuntivi per le tasche dei contribuenti e con notevole vantaggio per le aziende che vi lavorano”.