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#Sicurezza. Conferme e novità nella legge di conversione del Decreto del Fare

Sicurezza. Conferme e novità nella legge di conversione del Decreto del Fare
TAG:
materiali, recupero, risparmio energetico, sicurezza cantieri, vetro

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di Massimo Caroli, Geometra, Dottore in Ingegneria della Sicurezza, Direttore di cantiere di grandi opere di ingegneria civile, Coordinatore per la Progettazione e per l’Esecuzione dei lavori, docente nei corsi specialistici, è autore di numerosi volumi e articoli sul tema della pianificazione e gestione della sicurezza sul lavoro 

Nella legge di conversione n. 98 approvata il 9 agosto 2013 ed entrata in vigore dal 21 agosto 2013 sono state introdotte diverse correzioni e novità rispetto al testo originario del DL 69/2013 “Decreto del Fare”. Diventano, quindi, definitive tutte le misure previste nella nuova legge, comprese quelle relative alla materia edilizia ed ovviamente – tra queste – anche quelle che riguardano gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro e nei cantieri previste nel DLgs 81/2008 e smi.

Si offre una disamina puntuale per argomenti delle misure previste dal Decreto del Fare e confermate o innovate dalla legge di conversione 98/2013.

DVR: TRE MODALITÀ PER EFFETTUARE L’ADEMPIMENTO
La legge di conversione 98/2013 offre al Datore di lavoro la possibilità di eseguire la valutazione dei rischi scegliendo tra tre modalità (ovviamente sempre nel rispetto delle condizioni previste dagli articoli 28 e 29 del DLgs 81/2008 e smi). Le prime due modalità sono già di uso corrente, per utilizzare la terza modalità, invece, bisognerà attendere che venga emanato un decreto attuativo (si veda il successivo punto 3): 1) elaborare il DVR nella forma “classica”: come è, cioè, previsto nell’art. 28, comma 2, lett. a) del DLgs 81/2008 e smi (ai sensi del quale “la scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al Datore di lavoro, che vi provvede con criteri di semplicità, brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione”);
2) elaborare il DVR utilizzando le “procedure standardizzate”, (Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012, in vigore dal 1° giugno 2013) ma già preannunciate nei commi 5 e 6 dell’art. 29, DLgs 81/2008 e smi (Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi); 3) utilizzare il “modello ministeriale”, per le attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, sulla base di criteri e parametri oggettivi (ancora da definire). Ma, attenzione, si rammenta che l’utilizzo di questa modalità è subordinato ad un successivo decreto attuativo di cui bisognerà attendere l’emanazione. Infatti all’art. 29 del DLgs 81/2008 e smi (Modalità di effettuazione della valutazione dei rischi) viene aggiunto il comma 6 ter che precisa che il futuro decreto di indicazione dei settori di attività a basso rischio infortunistico avrà in allegato un “modello con il quale, fermi restando i relativi obblighi, i Datori di lavoro delle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico possono attestare di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17, 28 e 29. Resta ferma la facoltà delle aziende di utilizzare le procedure standardizzate previste dai commi 5 e 6 dell’articolo”.

DUVRI PER I SETTORI A BASSO RISCHIO
L’art. 32 della legge 9 agosto 2013 n. 98 modifica l’art. 26 del DLgs 81/2008 e smi (Obblighi connessi ai contratti d’appalto o di somministrazione) e prevede delle semplificazioni per quanto concerne il DUVRI nei settori a basso rischio di infortuni. Ma attenzione, perché per rendere esecutive queste semplificazioni bisognerà attendere che venga emanato dal Ministro del Lavoro (sentita la Commissione consultiva e con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni) un decreto attuativo che indichi quali sono le aziende dei settori a basso rischio antinfortunistico (come disposto dall’art. 29 del DLgs 81/2008 e smi, nel nuovo comma 6 ter introdotto dal Decreto del Fare). L’esperienza insegna che questi decreti – la cui emanazione è prevista entro un anno – in genere diventano attuativi anche dopo svariati anni!! Soltanto allora sarà possibile applicare le seguenti disposizioni:
non sarà più necessario redigere il DUVRI (modifica prevista all’art. 26, comma 3 del DLgs 81/2008 e smi che offre la possibilità – non l’obbligo – di sostituire la redazione del DUVRI in alcuni settori di “attività a basso rischio infortunistico” individuate sulla base degli indici infortunistici dell’INAIL (che esclude il rischio igienico-sanitario), sarà invece sufficiente “l’individuazione di un incaricato”, in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, tipiche di un preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazioni e coordinamenti. Dunque sarà data al “Datore di lavoro committente” – per le attività a basso rischio infortunistico – la facoltà (non l’obbligo) di sostituire il DUVRI con il proprio “incaricato”;
non sarà più necessario redigere il DUVRI per “lavori o servizi la cui durata non è superiore a 5 uominigiorno”, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’Allegato XI.
Si ricorda che per uominigiorno si intende l’entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all’arco temporale di un anno dall’inizio dei lavori. Verrebbe da domandarsi quale è l’innovazione rispetto alla precedente esenzione del DUVRI “… per lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai 2 giorni …” (ma potevano rappresentare anche la somma di più di 5 UG).

PROROGHE DI ADEMPIMENTI ANTINCENDIO
La legge 9 agosto 2013 n. 98 stabilisce un principio di proporzionalità per quanto riguarda gli adempimenti antincendio, differenziando così le procedure e gli stessi controlli sulla base del rischio. Per le attività a basso rischio d’incendio (di cui all’Allegato I del DPR 1° agosto 2011, n. 151), viene prevista una diluizione dei termini per gli adempimenti di legge in materia di antincendio.
Attenzione, però, anche in questo caso, perché divengano attuative queste disposizioni, bisognerà attendere che venga emanato un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

DURC – ACQUISIZIONE E GESTIONE
L’art. 31 della legge 9 agosto 2013, n. 98 ha introdotto una serie di integrazioni che modificano l’acquisizione e la gestione del DURC sia negli appalti di lavori pubblici che in quelli privati, con la finalità di ridurre le incombenze attualmente poste a carico degli esecutori dei lavori.

Acquisizione

Dal 2 settembre 2013 il DURC è rilasciato esclusivamente via PEC, non solo per gli appalti pubblici ma anche per i lavori privati o altri usi (per esempio le SOA), da parte di INPS, INAIL e Casse Edili. Diventa un compito delle stazioni appaltanti l’acquisizione del DURC presso gli istituti previdenziali o le casse edili tramite via telematica: questa procedura si applica, nel caso dei lavori pubblici, non solo per l’affidatario ma anche per tutti i subappaltatori. Si precisa, sull’acquisizione d’ufficio del DURC per i lavori privati in edilizia (dalla Circolare n. 12/2012 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali rivolta ad altri Ministeri; Autorità di Vigilanza; INAIL; INPS; Casse Edili ecc.) che: “… le Amministrazioni pubbliche concedenti sono tenute ad acquisire d’ufficio il DURC, non solo nell’ambito dei lavori pubblici … ma anche nei lavori privati dell’edilizia, ai sensi dell’art. 90, lett. c), del DLgs 81/2008 e smi (che prevedeva, invece, a carico del Committente la trasmissione del DURC all’Amministrazione concedente).

Ne consegue che “… i Comuni … non possono acquisire il DURC … tramite il privato interessato … ma dovranno provvedervi d’ufficio senza, ovviamente, che l’attesa del DURC possa costituire motivo per impedire l’immediato inizio dei lavori oggetto di SCIA o comunicazione preventiva”. Si sottolinea che la richiesta di DURC per i lavori privati sarà sempre possibile da parte delle imprese per la presentazione del documento ai rispettivi committenti privati, anche se questi ultimi non potranno più consegnarli agli Uffici Comunali che, a loro volta, non potranno più riceverli pena la configurabilità, a carico dei relativi addetti, di una violazione dei doveri d’ufficio. Per ottenere il DURC, i Datori di lavoro e gli autonomi che intendono partecipare ad appalti pubblici e privati devono procedere per via telematica e possono utilizzare il Modello Unificato disponibile presso lo Sportello Unico Previdenziale per inoltrare la richiesta (anche Stazioni Appaltanti e SOA).

Validità
Il DURC vale 4 mesi (120 giorni) dalla data della sua emissione (lavori pubblici e privati). La validità è riferita solo alla emissione del DURC e non più allo scopo per il quale è stato richiesto, perciò sarà possibile utilizzarlo, purché sia valido, anche se è stato rilasciato per commesse diverse. L’unica eccezione riguarda il pagamento del saldo, per il quale l’affidatario deve produrre un nuovo DURC anche se quello precedente è ancora in corso di validità).

Scarica il documento in forma integrale - in versione pdf

da Ponte, n. 4-2013 23 Progettare sicurezza


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