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#SAIE #Antisismica | Tecnologia e comunicazione per far sviluppare l’edilizia

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SAIE Antisismica | Tecnologia e comunicazione per far sviluppare l’edilizia
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di Milena Rettondini, PPAN  

Rischio, rinforzo e resilienza queste le tre R al centro del convegno “Seismic resilient design: oltre il concetto di resistenza sismica” (SAIE International) che si è tenuto il 21 ottobre al SAIE di Bologna. “Quando in questo settore parliamo di edificio resiliente ci riferiamo ad una costruzione che dopo un terremoto può tornare alla sua funzione entro pochi giorni – ha dichiarato Marco Savoia, professore dell’Università di Bologna -. Le tecnologie che vanno in questa direzione non migliorano i singoli elementi strutturali, ma intendono intervenire sull’edificio nel suo insieme. Costruire edifici resilienti significa anche costruire società resilienti, che avranno meno danni dovuti a calamità naturali”.  

Ospite d’eccezione l’ingegnere Kit Miyamoto, presidente della multinazionale Miyamoto International, azienda giapponese colosso nel settore delle tecnologie e della sicurezza sismica. “La rivoluzione nel campo dell’edilizia antisismica non può partire solo dal governo di un paese. In media solo il 5-10% degli edifici esistenti è del pubblico, e per questo motivo è necessario stimolare maggiormente il settore privato a investire in questa direzione”. Con azioni non solo di prevenzione ma anche in termini di rinforzo del patrimonio edilizio esistente. “Bisogna identificare le costruzioni più a rischio – ha continuato l’ingegnere giapponese -, quelle che in caso di terremoto provocherebbero più vittime, e intervenire lì. Molti Paesi non possono sostenere economicamente la riqualificazione di un’intera città. Per questo investire dove il rischio è maggiore è una soluzione fattibile anche per le piccole-medie economie”. 

Informazione e comunicazione adeguata sui rischi in termini economici e di sicurezza, sono per Miyamoto gli elementi vincenti per convincere amministrazioni e privati ad impegnarsi su questo fronte. 

Concretamente, il gruppo Miyamoto ha individuato due modalità di azione per arginare il rischio. “Si può agire eliminando gli input sismici isolando la struttura dal terreno quindi rialzandola – ha spiegato Davis Sonsa responsabile di Miyamoto International Italia – oppure si può intervenire direttamente sulla struttura ad esempio con meccanismi di dissipazione, che consentono di diminuire l’impatto delle scosse sull’edificio”. 

 

 

 

di Milena Rettondini, PPAN

 

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