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Riconfigurazione degli interni per spazi più aperti

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Riconfigurazione degli interni per spazi più aperti
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L’unità immobiliare inserita nel quartiere milanese caratterizzato da bassa densità edilizia e molto verde è stata completamente rivisitata regalando ambienti interni più ampi e funzionali ai nuovi stili di vita attraverso una puntuale demolizione e ricostruzione di tavolati originariamente realizzati in blocchi di gesso. La struttura portante dell’immobile, sviluppata con quadrupla orditura di pilastri e travi in acciaio, è stata parzialmente messa al vivo, così come alcune porzioni dei solai portanti, realizzati in lamiera grecata coadiuvata da getto armato in calcestruzzo.

L’unità immobiliare ristrutturata è parte del quartiere residenziale di San Felice, sviluppato alle porte di Milano a cavallo degli anni Sessanta/Settanta e progettato dell’ing. Pedroni, con la collaborazione degli architetti Caccia Dominioni e Vico Magistretti, come reinterpretazione, in chiave moderna, dei principi e dei modelli costitutivi della tradizione della città giardino di matrice anglosassone e nord europea. Marcatamente delimitato e definito come ambito protetto e separato, l’intero quartiere fa della bassa densità edilizia, della rigorosa separazione e gerarchizzazione dei suoi percorsi, carrabili e non, e della larga diffusione di spazi a verde, pubblici e privati, il tratto distintivo e caratterizzante.

Com’era. Articolata su una superficie calpestabile di 125 mq e ospitata all’interno di una delle numerose tipologie in linea presenti all’interno dell’insediamento, sinuosamente articolate su 4/5 livelli fuori terra, l’unità abitativa si giova di un terrazzo al piano che ne apre gli spazi a giorno alla vista del parco pubblico e ne consolida il rapporto con gli ambiti a verde presenti al contorno. Sviluppato con doppio affaccio su strada, carrabile e pedonale, secondo una logica insediativa largamente diffusa all’interno del quartiere, l’immobile risulta strutturalmente caratterizzato da un sistema portante puntiforme che trova collocazione, perimetralmente, nello spessore delle murature a cassa vuota, e internamente, lungo una doppia spina centrale di pilastri solitamente accompagnati da tramezzature e divisori.

La trasformazione interna. Parzialmente ridistribuita mediante interventi puntuali di demolizione e ricostruzione di tavolati, originariamente realizzati in blocchi di gesso, la nuova configurazione degli ambienti interni ha optato per un più aperto e proficuo sfruttamento dello spazio, mediante accorpamento dei locali a giorno e degli ambiti distributivi, con spostamento della zona cucina, a vista, e conseguente formazione di un piccolo locale destinato a lavanderia/studio.
La nuova disposizione attribuita ha comportato, oltre alla demolizione di tavolati divisori, anche la parziale rimozione di controsoffittature, realizzate, in questo caso, con pannellature di legno; la struttura portante dell’immobile, sviluppata con quadrupla orditura di pilastri e travi in acciaio, è stata parzialmente messa al vivo, così come alcune porzioni dei solai portanti, realizzati in lamiera grecata coadiuvata da getto armato in calcestruzzo.

Colonne impiantistiche, presenti all’interno e al perimetro dello spazio abitato, sono state messe in chiaro al fine di provvedere ai normali allacciamenti impiantistici che gli adeguamenti tecnici e le nuove esigenze distributive hanno comportato.
Allo stesso modo, grandi porzioni dello strato di sottofondo di pavimento sono state rimosse per da permettere lo smaltimento delle reti impiantistiche presenti, ormai vetuste, e la loro sostituzione con nuove reti di approvvigionamento, più prestanti.
L’esiguità degli spessori delle tramezzature esistenti ha comportato, in corrispondenza degli interventi di adeguamento e formazione di servizi igienici, la realizzazione di contromurature tecniche in forati di laterizio, nello spessore da 8 cm, che permettessero l’alloggiamento, a incasso, degli apparati tecnici di tipo idrico-sanitario, una diversa disposizione degli elementi e un proficuo e funzionale allacciamento del wc alle colonne di scarico.

Parte dei vani porta sono stati ampliati per permettere una più facile e agevole movimentazione (anche degli elementi di arredo) tra gli spazi abitati, adeguando così, anche normativamente, le luci di passaggio alle dotazioni previste dai regolamenti vigenti. Altri adeguamenti, apportati alla rete centralizzata dell’impianto di riscaldamento, sono stati eseguiti per favorire l’alloggiamento di nuovi corpi radianti in sostituzione dei presenti, ormai ammalorati o poco prestanti. L’intera rete impiantistica elettrica esistente è stata rimossa e sostituita, previa realizzazione di opportune tracce a pavimento (là dove non già interamente rimosso); gli esigui spessori tecnici dei sottofondi, a disposizione per la stesura delle canalizzazioni, hanno però comportato il convogliamento di parte della distribuzione in intercapedine di soffitto, così da diminuire le problematiche legate alle sovrapposizioni delle diverse reti tecnologiche presenti a pavimento.

L’appartamento è stato dotato di una rete dati cablata per eventuali sviluppi di domotica con elevato flusso d’informazioni e l’allacciamento di tutte le finestre e portefinestre esistenti per la movimentazione meccanica dei sistemi di oscuramento perimetrale, operata mediante motori a rullo facenti capo a centralina di controllo posizionata in corrispondenza del quadro elettrico.
A completamento dei sistemi di climatizzazione interna già presenti, è stata inoltre prevista le predisposizione di un impianto di condizionamento, con rete di distribuzione e allacciamento di due split interni, convogliata, anch’essa, in intradosso di soletta e collegata al motore di alimentazione collocato in esterno, sulla terrazza di pertinenza.

Lo sfruttamento dell’intercapedine di controsoffitto, presente tra la pannellatura di plafone, in cartongesso, e la lamiera grecata, è stata infine utilizzata anche per l’allacciamento degli apparati di convogliamento in copertura delle reti di aspirazione e ventilazione dei locali cucina e servizio igienico.
Tutte le tracce a pavimento, realizzate per la stesura dei cablaggi e delle canalizzazioni, sono state chiuse mediante tradizionale riempimento in sabbia e cemento; con i medesimi materiali sono stati inoltre realizzati i sottofondi dei servizi igienici, a protezione delle reti di adduzione e scarico presenti.

Rasature con intonaco di tipo «pronto», conseguente lisciatura a gesso e preparazione per la successiva imbiancatura, hanno interessato le tramezzature di nuova formazione e il tamponamento di tutte le tracce realizzate a parete per i passaggi delle reti tecnologiche. Un velo d’intonaco traspirante è stato inoltre steso, previa picozzatura dello strato preesistente ammalorato e imbevuto d’acqua, sulla zoccolatura esterna della terrazza di pertinenza, affinché venissero ripristinate le tracce che, in esterno, sono state previste per gli adeguamenti impiantistici, elettrici e termomeccanici, ipotizzati in fase di progettazione.

Elementi architettonici, contenenti gli attestamenti di parte delle reti cablate presenti, sono stati posizionati e articolati all’interno dell’ambito ingresso/soggiorno e utilizzati come elementi di parziale suddivisone dello spazio; realizzati in lastre di cartongesso, montate su tradizionali profili di alluminio, sono stati protetti e finiti mediante posa di paraspigoli e garze, a salvaguardia delle porzioni maggiormente soggette agli urti.
Alla stessa maniera, tutte le nuove controsoffittature dell’appartamento sono state tamponate con pannelli di gesso rivestito avvitati su sottostruttura in profili di alluminio estruso e finite con rasatura, previa posa, anche in questo caso, di garze di salvaguardia dei giunti interni e perimetrali.

Altri vani tecnici, integrati con sistemi di mensole anch’esse realizzate con profilature metalliche e rivestimento in cartongesso, hanno trovato collocazione, in corrispondenza dell’ambito cucina, per l’alloggiamento dei terminali delle canalizzazioni degli apparati di aspirazione dei fumi ed delle esalazioni.
Botole d’ispezione a scomparsa, posate a raso plafone e dotate di meccanismo di apertura mediante semplice pressione, sono state installate in corrispondenza dei nodi delle reti impiantistiche, prevalentemente elettriche, così da permettere le necessarie manutenzioni.

Servizi igienici e ambito cucina sono stati interessati dalla posa di pavimenti e rivestimenti in grès porcellanato, del tipo Biarritz Ecru/Cendre/Waikiki, dell’azienda Cir, nel colore Ecru, nelle dimensioni da cm 10 x 10 e cm 20 x 20, e successivamente fugate con stucco coordinato, anche previo getto di livellina cementizia autolivellante che ne regolarizzasse il fondo di posa.
Per i restanti ambienti dell’abitazione si è fatto ricorso all’utilizzo di pavimentazione in legno dell’azienda Original Parquet, del tipo Business, realizzata con doghe di rovere spazzolato e oliato, nello spessore da 22 mm e nelle dimensioni di mm 220 x 1800/2200, dato in opera a correre, parallelo alle pareti perimetrali, leggermente sbiancato e posato sulla pavimentazione esistente, anch’essa lignea, precedentemente trattata mediante carteggiatura che ne eliminasse incoerenze e permettesse la corretta adesione, mediante collante, tra substrato e pavimento.

Sanitari dell’azienda Ideal Standard, della collezione Connect, del tipo sospeso e a terra, e piatto doccia dell’azienda Fiora, della collezione Silex, così come la rubinetteria delle aziende Cristina Rubinetterie ed Ercos, sono stati posati a completamento degli impianti idrico sanitari; scaldasalviette dell’azienda Deltacalor hanno integrato invece l’impianto di riscaldamento dei servizi igienici.

Tutti i serramenti interni sono stati sostituiti con nuovi elementi della marca Effebiquattro, previa adeguamento in opera degli spessori di controtelai, di telai e dei relativi profili di finitura, così da permetterne l’alloggiamento sulle tramezzature in blocchi di gesso esistenti, aventi uno spessore di cm. 8/9, al finito, ormai fuori standard.

Il portoncino d’ingresso, fornito dalla ditta Cosfer, è stato anch’esso posato in opera previa rimozione del precedente telaio non blindato e posa di nuovo telaio di sicurezza.

Corpi illuminanti delle aziende Luceplan e Fosnova, previsti anche a raso plafone, sono stati posizionati in sospensione e all’interno del controsoffitto; altri corpi illuminanti, previsti a parete e in parte realizzati in gesso, sono stati infine posizionati in opera e, là dove previsto dalle specifiche tecniche degli stessi apparecchi, tinteggiati con la pitturazione, ad acqua, utilizzata per la tinteggiatura complessiva di pareti e plafoni.

Chi ha fatto Cosa
Progettazione e direzione lavori Arch. Marco Brianzoli
Opere edili, impiantistiche e di finitura Impresa edile Ht2 srl, Italia Lavoro Società Cooperativa 

Chi ha fornito Cosa
Frutti e placche impianto elettrico Vimar
Sanitari Ideal Standard/Fiora
Rubinetterie Cristina Runietterie/Ercos
Scaldasalviette Deltacalor
Pavimenti e rivestimenti interni Cir/Original Parquet
Porte interne Effebiquattro
Porte blindate Cosfer
Corpi illuminanti Luceplan Fosnova

Fonte: Impresedilinews.it


@edilio_it