Piano Casa. Linee guida per le Regioni

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Il rilancio del Piano casa avverrà con un provvedimento legislativo finalizzato a rimuovere tutti gli ostacoli statali che impediscono al 60 per cento delle case la possibilità di un ampliamento.
Lo ha annunciato il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, nel corso della conferenza stampa tenutasi al termine della riunione del Consiglio dei Ministri di qualche giorno fa che ha approvato “un provvedimento legislativo per accelerare e far partire il Piano Casa 1 e il Piano Casa 2”, cioè il programma per l'housing sociale e il piano per l'aumento delle cubature e per la riqualificazione dell'edilizia esistente.

Il Piano Casa, ha spiegato Matteoli, “meritava un provvedimento legislativo perché le Regioni, in tante parti d'Italia, hanno fatto provvedimenti di legge che non consentono gli ampliamenti per il 60% delle case”. In proposito, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ricordato che il Piano casa varato nel 2009, avrebbe potuto smuovere investimenti per oltre 70 miliardi di euro. “Il Piano casa che io avevo immaginato l'altro anno prevedeva una immissione di 70 miliardi di euro nell'economia. Alcune regioni non hanno fatto nulla, altre hanno approvato il piano ma noi non abbiamo tolto di mezzo tutti gli adempimenti burocratici per le realizzazioni, quindi – ha spiegato Berlusconi – è in questa direzione che intendiamo intervenire con quelle capacità che sono proprie del governo centrale”.

Una proposta, avanzata dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, prevede di abolire l'autorizzazione della Soprintendenza qualora il Comune accetti il piano paesistico.

Un altro tema all'esame del Consiglio dei ministri è stato il Piano per il Sud, varato nel novembre scorso dal Governo. Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha in proposito annunciato l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del “timing” degli impegni per i prossimi mesi. Una tabella puntuale che prevede, entro la fine di febbraio, il confronto con il commissario europeo e le regioni, nonché la chiusura definitiva della ricognizione e riassegnazione delle risorse ed entro il 30 aprile la definizione completa di chi deve fare cosa.


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