Piano Casa. Il Piemonte allarga le maglie della vecchia legge
Il Piemonte ha varato la legge che modifica il piano casa regionale. Le novità introdotte, rispetto alla legge 20 del 2009 varata dalla passata amministrazione di centro-sinistra, sono di sostanza. «Tutte le forze produttive della Regione ci chiedevano un cambiamento – spiega Ugo Cavallera, vicepresidente e assessore all’Urbanistica –. Il precedente provvedimento ha avuto un effetto ridotto, perché poneva troppi vincoli. Il nuovo testo consentirà di dare sostegno al settore edile, tutelando però il tessuto costruito».
D’ora in avanti, per l’ampliamento fino al 20% degli edifici residenziali mono e bi-familiari, la necessità di abbattere i consumi primari del 40% o di consentire il raggiungimento dei requisiti minimi fissati dalla legge sul rendimento energetico, non riguarda più l’intero immobile, ma solo le parti nuove, inserite nella costruzione. Una previsione che alleggerisce il peso degli investimenti a carico delle famiglie.
A differenza del passato, dopo l’ampliamento sarà possibile frazionare il fabbricato in due distinte unità abitative. Per gli alberghi, nel caso di incrementi, sarà possibile cumulare il bonus del 20% con il recupero della volumetria dei sottotetti, purché tutto avvenga nel rispetto delle distanze obbligatorie. Ma, per i fabbricati turistici, è posto un vincolo di incremento a 1.500 mq.
Regione Piemonte - Legge regionale N. 1 del 2 marzo 2011 - Modifiche alla legge regionale 14 luglio 2009, n. 20 (Snellimento delle procedure in materia di edilizia e urbanistica) e alla legge regionale 6 agosto 1998, n. 21 (Norme per il recupero a fini abitativi di sottotetti) – Pubblicata sul Bollettino ufficiale della regione Piemonte n. 9 del 4 marzo 2011- supplemento ordinario)
Da Edilizia e territorio, Gruppo 24 ORE - n. 9 7-12 marzo 2011



