Per il momento la dote di 5,7 miliardi di euro destinati secondo il dl liberalizzazioni a iniziare a smaltire la montagna di debiti contratti dalla Pa nei confronti delle imprese lascia a terra le costruzioni. Se non interverrà un chiarimento – o meglio un emendamento – a beneficiare di questo primo giro nella sanatoria saranno soltanto le imprese di servizi e forniture.
Gare più veloci, taglio dei costi grazie alle procedure online, massima attenzione alle piccole e medie imprese, vero motore del mercato unico europeo. Queste sono le direttrici su cui si struttureranno le nuove direttive europee sugli appalti pubblici. Che per la prima volta andranno a regolamentare in un testo unico organico anche le concessioni di lavori e servizi.
Il decreto interviene, tra l’altro, sulla disciplina procedurale relativa al Piano nazionale di edilizia abitativa e ha introdotto alcune novità in materia ambientale.
"Destinare 5,7 miliardi di euro alle piccole e medie imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione è un'ottima notizia per tutte quelle aziende edili in difficoltà di liquidità. Si tratta di una cifra irrisoria in confronto al totale dei debiti della P.A. verso le imprese, che ammontano a circa 70 miliardi di euro, ma è un primo, importante passo per iniziare a sanare una situazione davvero incresciosa, da noi più volte denunciata e per la quale avevamo chiesto un rapido intervento nel corso degli Stati Generali delle Costruzioni".
Il decreto liberalizzazioni nella sua formulazione definitiva non solo non estende più la qualifica di sottoprodotti ai materiali contaminati ma sospende anche quanto stabilito finora per l’utilizzo di terre e rocce da scavo «pulite». L’articolo 49 infatti rinvia tutto a un regolamento varato «con decreto del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti da adottarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto stesso». E cioè entro il 24 marzo.
L’articolo 65 del Dl n. 1/2012 esclude dal beneficio della tariffa incentivante gli impianti fotovoltaici collocati a terra. Rimane fermo invece il beneficio per i pannelli collocati sui tetti come in precedenza.
Nessuna reticenza, anzi. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, spiega fuori dai denti come la pensa sul futuro del 55% che la manovra di fine anno ha deciso di prorogare per il solo 2012 ma che dal 2013 sarà eliminato e sostituito dagli incentivi, più ridotti, sulle ristrutturazioni edilizie. «Per me il 55% deve restare» ha detto senza tanti giri di parole a «Edilizia e Territorio».
Per qualche curioso motivo il concetto di “progettazione geotecnica” in un’accezione unica, che comprende l’esecuzione di indagini in sito, le prove di laboratorio, il predimensionamento e le verifiche di stabilità delle opere geotecniche, non è mai comparso nei titoli della normativa fino all’introduzione delle Norme Tecniche con il DM Infrastrutture del 14 gennaio 2008. Il nuovo decreto ministeriale e la Circolare CSLP del 2 febbraio 2009 hanno colmato una lacuna, traducendo in italiano lo spirito che pervade anche gli Eurocodici a partire dalla loro nascita.
Pubblicato in G.U. il Codice che fornisce un quadro normativo aggiornato di tutti gli aspetti dell'attività turistica in Italia. Tra le novità, illu-strate dall'Ance: nuove regole su multiproprietà e locazioni turistiche, più tutele per il consumatore e semplificazione amministrativa
Fra le numerose misure di semplificazione previste dal decreto per lo sviluppo e il rilancio economico, vi è anche l’eliminazione degli adempimenti burocratici imposti ai proprietari di immobili di interesse storico-artistico. E’ quanto afferma Confedilizia, unitamente a Adsi, l’Associazione dimore storiche italiane.
L'accordo prevede un nuovo fondo per la copertura della quota interessi dei mutui agevolati concessi alle imprese e cooperative costruttrici già aggiudicatarie del bando.
Gli alloggi previsti sono 12mila, la quota interessi a carico di cooperative e costruttori, fino al 2% e oltre la soglia limite del 4,5% mentre la previsione di spesa regionale annuale è di circa 10 milioni ogni anno.
Ridurre dal 10% al 4% la ritenuta d'acconto applicata da banche e poste ai bonifici relativi alle spese che permettono di fruire delle detrazioni fiscali del 36% e del 55%.
E’ questa la proposta che il Governo sta valutando e che potrebbe essere inserita nel decreto legge per il rilancio dell'economia.
Conto alla rovescia per l’abbattimento dell’ecomostro di via Bonfadini-Monluè, nel Parco Agricolo Sud: l’albergo costruito per i Mondiali di calcio di Italia ‘90, ma mai completato e in stato di degrado ambientale e di abbandono da anni, con problemi per la stessa sicurezza degli abitanti della zona.
L'Istituto Nazionale di Urbanistica, a proposito del ddl costituzionale sull'abolizione delle Province, conferma la necessità di un progetto complessivo di riordino degli assetti istituzionali. La soppressione delle Province, infatti, creerà un vuoto che se non colmato da decisioni conseguenti non potrà che comportare effetti negativi sul governo del territorio: è sbagliato considerare la totalità delle Province solo ed esclusivamente fonte di spese inutili per la collettività.
Sono nove i progetti vincitori della quinta edizione del premio “Urbanistica”. Il concorso, indetto dalla rivista scientifica dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, dal 2006 seleziona ogni anno i progetti preferiti dai visitatori di Urbanpromo, l’evento nazionale di riferimento per il marketing urbano e territoriale. I vincitori vengono individuati tramite un referendum che coinvolge i visitatori della rassegna, chiamati ad esprimere in forma anonima una preferenza per ciascuna delle tre sezioni previste: “Inserimento nel contesto urbano”, “Qualità delle infrastrutture e degli spazi pubblici”, “Equilibrio degli interessi”.
L'Istituto Nazionale di Urbanistica auspica che l'incontro dei vertici dell'Anci e dell'Upi con il segretario del Pdl Angelino Alfano sia la premessa per rivedere la parte della manovra economica che dispone il taglio brutale di circa 1500 comuni e 30 province, con i soli criteri dell'estensione territoriale e del numero degli abitanti.
La norma è la versione ufficiale in lingua inglese della norma europea EN 15875 (edizione ottobre 2011). La norma specifica i metodi per determinare il potenziale rilascio acido da materiali che inglobano solfuri.
La norma specifica il metodo di calcolo, basato sulla valutazione del ciclo di vita, per valutare la prestazione ambientale di un edificio e fornisce indicazioni su come comunicare i risultati della valutazione.