Pur essendo vietato dal 1990, questo materiale subdolo si trova ancora spesso negli edifici costruiti prima di quella data. La sfida attuale consiste nell'evitare nuove esposizioni per i lavoratori impegnati nei lavori di ristrutturazione, manutenzione o risanamento. L'opuscolo «Amianto: come riconoscerlo e intervenire correttamente» vi mostra in quali prodotti e manufatti si può nascondere l'amianto, come intervenire correttamente e quando è il caso di rivolgersi ad uno specialista.
Sono stati stanziati dalla Regione – su proposta dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni - 520 mila euro per il ripristino delle opere pubbliche di bonifica danneggiate dal maltempo degli scorsi mesi e per eliminare possibili situazioni di pericolo per i centri abitati, le infrastrutture e le attività economiche. I finanziamenti sono destinati ai Consorzi di bonifica delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Forlì-Cesena.
Via libera anche alla realizzazione di nuovi elettrodotti. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha adottato una serie di provvedimenti per la bonifica di siti contaminati ed ha rilasciato alcune autorizzazioni alla costruzione e all’esercizio di elettrodotti appartenenti alla Rete di Trasmissione Nazionale.
Il contributo della Regione Toscana (oltre 4 milioni di euro) sarà destinato all'acquisizione dell'area e poi alla riqualificazione e alla bonifica del settore orientale del territorio di Piombino; allo stesso tempo servirà ad affrontare la riduzione del rischio industriale nei quartieri più vicini alle lavorazioni industriali e a dare una risposta urgente alla diversificazione del territorio.
La Sardegna pensa alla riqualificazione del territorio e mette sul tavolo in fondi per le bonifiche.
Si tratta di 34 milioni di euro per azioni mirate sulle aree interessate da progetti di sviluppo e sulle aree industriali e minerarie dismesse.
Occorre agire inanzitutto sulle zone ad elevato rischio ambientale e sanitario oltre che sui siti di interesse nazionale e regionale, in coerenza con gli obiettivi del Piano di bonifica.
A 18 anni dalla legge 257/92 che mise al bando la fibra killer nel nostro Paese, rispondere a queste domande è ancora molto complicato. Infatti ad oggi solo 13 Regioni, alle quali era stato dato compito di stabilire, entro 180 giorni, un programma dettagliato per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminati, hanno approvato un Piano Regionale Amianto. Due (Puglia e Molise) non l'hanno ancora fatto mentre in Abruzzo è in corso di approvazione. Di altre 3 regioni (Calabria, Marche, Veneto) e la provincia Autonoma di Bolzano non si ha notizia.
Inoltre, per consentire agli enti l'effettuazione delle opere il più velocemente possibile, la Giunta ha autorizzato il Servizio competente ad anticipare il 70 per cento della somma da erogare (esclusi gli interventi che i Consorzi realizzeranno sulla base di programmi autorizzati e per l'esecuzione dei quali sono previsti pagamenti in base agli stati di avanzamento).
Con un milione 835 mila euro dall'Assessorato regionale all'agricoltura verranno effettuati lavori per la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica nell'anno 2010. La somma, che verrà ripartita tra i Consorzi di bonifica regionali, è destinata a realizzare interventi che ricadono quasi integralmente nelle aree montane.
La nuova direttiva nasce dall'esigenza, di chiarezza e razionalizzazione a seguito delle diverse e sostanziali modificazioni subite dalla direttiva 83/477/CEE del Consiglio, del 19 settembre 1983, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto
L’obbligo di applicare contemporaneamente, per i lavori di bonifica, la normativa di settore ambientale e la disciplina sugli appalti pubblici causa non poche difficoltà agli operatori, in primo luogo alle stazioni appaltanti. Proprio per superare queste difficoltà, nell’esecuzione degli interventi di bonifica da parte delle gestioni commissariali si è fatto spesso ricorso ai poteri straordinari loro concessi.
Legambiente presenta il rapporto sullo stato del risanamento dei siti inquinati da amianto in Italia: emergenza nazionale. Urgente spostare la gestione dell'iter delle bonifiche dal Ministero agli Enti locali e istituire il fondo nazionale per i siti orfani