Marche. Modifiche al Piano Casa
E’ stata approvata dal Consiglio regionale delle Marche la proposta di legge che modifica la legge regionale n. 22/2009 sul Piano Casa, relativa a “Interventi della regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l'occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile”.
Luigi Viventi, Assessore all’urbanistica ha affermato di favorire i recuperi e gli ampliamenti, a scapito delle nuove costruzioni. Il cuore della normativa regionale, ha aggiunto, è proprio quello di intervenire sul patrimonio edilizio esistente raggiungendo l'obiettivo importante di non consumare ulteriore suolo per le nuove edificazioni, ma favorire il miglioramento e la riqualificazione del patrimonio abitativo esistente.
Il nuovo Piano Casa marchigiano sarà orientato alla sostenibilità ambientale mediante l'applicazione del Protocollo Itaca sulla valutazione della qualità ambientale degli edifici residenziali. Le modifiche definite all'articolo 1, commi 1, 3 e 6 della legge n. 22/2009, già approvate lo scorso 28 ottobre dalla IV Commissione della Regione Marche, prevedono tra l'altro di posticipare la validità del Piano Casa fino al 30 giugno 2012, e consentono l'ampliamento sino al 20% della superficie delle singole unità immobiliari residenziali, non limitando l'intervento all'intero edificio ed escludendo il limite dei 200 mc esistente nella normativa attuale.
E’ prevista la possibilità di ampliare gli edifici non residenziali fino al 20% escludendo il limite dei 400 mq attuali, e facilitato anche l'utilizzo dei sottotetti ai fini abitativi anche quando il rispetto delle distanze dagli edifici circostanti impedisce l'utilizzo di questi locali. La nuova normativa interviene sull'altezza media utile, diminuendola da 2,70 a 2,40. Applicando tale parametro si rende possibile intervenire anche nei centri storici, non modificando la sagoma dell'edificio e consentendo una riqualificazione degli ultimi piani degli edifici, sia sotto l'aspetto sismico-strutturale, che energetico.
Critiche al nuovo Piano Casa sono arrivate da Legambiente e Coldiretti poiché la modifica alla L.r. 22/2009 è caratterizzata da deroghe e da un'inversione di marcia sulle normative che tutelano e si fanno garanti del rispetto del paesaggio e della qualità energetica e ambientale degli edifici. “La qualità dell'edilizia incrementa ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico, e riguarda imprenditori, aziende, cittadini e istituzioni nell'ottica di migliorare l'impatto energetico e ambientale degli edifici - afferma Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche -. In questo momento la Regione deve avere coraggio, piuttosto che fare marcia indietro sulla strada dell'efficienza energetica”.
Le perplessità riguardano anche le possibilità di ampliare in aree agricole. “Più che nuove case in campagna servono più imprese – sottolinea Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche -. Riteniamo quindi che gli ampliamenti abitativi non siano la priorità principale del settore quanto quelle finalizzate al moderno sviluppo delle attività agricole”.
“Se questi sono i parametri con cui la Regione intende rivedere e ammodernare la legge urbanistica - concludono Coldiretti e Legambiente - esprimiamo preoccupazione per l'esito della nuova normativa regionale. Chiediamo quindi alle istituzioni di mettere al centro della discussione il territorio e il paesaggio marchigiano di qualità con lo sviluppo delle rinnovabili, dell'efficienza energetica e le reali esigenze del settore agricolo come elementi di garanzia per un Regione in grado di competere”.



