La liberalizzazione delle professioni

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di Anna Lagonegro - Claudio Romano
Studio Legale Lagonegro & Romano. Diritto amministrativo; professioni tecniche; appalti pubblici ed ambiente; legislazione geologica. Consulente Consiglio Nazionale dei Geologi.

Gli ultimi mesi hanno visto un continuo modificarsi della normativa che regola le professioni fino ad arrivare al decreto “Cresci Italia”, ora convertito in legge, che ha liberalizzato il settore.

In precedenti numeri di Ponte (nota 1) abbiamo commentato, passo passo, l’evolversi della normativa dalla manovra estiva, di cui al DL 13 agosto 2011, n. 1382 alla legge di stabilità (nota 3) per arrivare al decreto “Salva Italia” (nota 4) ed ai recentissimi provvedimenti del decreto “Cresci Italia”, noto anche come “Pacchetto Liberalizzazioni”. Ora il decreto “Cresci Italia” è stato convertito in legge (nota 5) e possiamo analizzare il nuovo assetto che si sta delineando nel settore professionale ed al quale i professionisti dovranno far riferimento nell’espletamento delle loro attività. Il decreto è stato approvato nonostante le molte proteste del mondo professionale ed anche di alcuni parlamentari sotto il profilo della mancata copertura finanziaria rilevata dalla Ragioneria Generale dello Stato, tanto che il Governo è stato costretto a chiedere il voto di fiducia per l’approvazione del testo.

Con 449 voti a favore e 79 contrari il 22 marzo scorso la Camera dei Deputati ha quindi votato la fiducia alla legge di conversione del decreto “Cresci Italia”. Tanto il decreto legge quanto, ovviamente, la legge di conversione, hanno ad oggetto diversi settori dell’ordinamento, ma in questo articolo si procederà all’esame delle sole norme che interessano le professioni e quindi essenzialmente degli articoli 9, 9 bis e 10 della legge, nonché, parzialmente, dell’art. 5.

L’elemento di preminente novità e rilevanza è sicuramente costituito dall’abrogazione delle tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico (comma 1 art. 9). Le tariffe professionali, che fin dal 2006 erano state dichiarate derogabili nei minimi dal “Decreto Bersani (nota 6), sono ora soppresse anche come semplice riferimento. Si sono succedute, infatti, in questi mesi norme secondo cui le tariffe potevano costituire elemento di riferimento nella determinazione dei compensi (nota 7) per poi giungere a prevedere finanche la nullità di contratti individuali tra professionisti e consumatori o microimprese, nel caso di utilizzazione dei parametri contenuti in emanando decreto del Ministero della Giustizia (nota 8). Si è ora disposta la totale abrogazione delle tariffe con un intervento di grande impatto per i professionisti e di dubbia utilità per i consumatori/ utenti medio/piccoli, ma di sicuro vantaggio per i committenti con forte potere contrattuale quali banche, assicurazioni, grandi gruppi imprenditoriali.

Con la legge di conversione si è anche espressamente stabilita l’abrogazione di ogni disposizione vigente che, per la determinazione del compenso del professionista, faccia rinvio alle tariffe stesse (nota 9).
Ne consegue l’anebrogazione di tutte quelle norme, di diverso rango, che per ciascuna categoria professionale stabiliscono parametri tariffari, ma anche di alcune norme che regolano le procedure ad evidenza pubblica quali il recente regolamento sui contratti pubblici di cui al DPR 5 ottobre 2010, n. 207 (punto 10 della Premessa e gli articoli 238 commi 1, 4 e 5; 252 comma 4; 260 comma 1; 262 commi 1 e 2; 263 comma 1 lettere
b) e c); 264 comma 1, lett. c); 266 comma 1, n. 1; 267 comma 3 e 314 comma 6) nelle parti in cui fanno riferimento alle tariffe professionali, nonché i commi 1, 2, 3 e 6 dell’art. 92 del Codice Appalti di cui al DLgs 163/2006. Risulta inoltre, abrogato il riferimento alle tariffe contenuto nel comma 1 dell’art. 2233 del Codice Civile che, per l’effetto, consentirà al Giudice la determinazione del compenso, se non convenuto dalle parti, esclusivamente secondo gli usi, ovvero secondo i nuovi parametri fissati dagli emanandi decreti ministeriali.

È stato dunque completato il processo iniziato con il “Decreto Bersani” e finalizzato, appunto, all’abolizione definitiva delle tariffe professionali. Al riguardo non può non evidenziarsi come l’abrogazione riguardi però esclusivamente le tariffe regolamentate nel sistema ordinistico. Ne consegue come già molti soggetti interessati (nota 10) abbiano rilevato che l’abrogazione non ha ad oggetto le tariffe che disciplinano i compensi spettanti per l’esercizio delle funzioni giudiziarie o ausiliarie (nota 11).

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Da Dossier Professione Ponte, DEI - n. 4 2012