L’evoluzione del laterizio per il risparmio energetico

Sostenibilità ambientale e prestazioni strutturali elementi guida della nuova edilizia

L’evoluzione del laterizio per il risparmio energetico
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La crisi continua ad attanagliare il settore dell’edilizia, mentre le misure del Governo, il cosiddetto Piano Casa, non hanno ancora dato risultati soddisfacenti. L’unico modo per uscirne è l’innovazione e anche l’industria deve fare la sua parte. Il settore del laterizio, oggi più che mai, è in grado di svolgere un ruolo da protagonista, soprattutto nelle costruzioni ecosostenibili, dando prova di affidabilità e sicurezza anche nell’edilizia antisismica. Catervo Cangiotti, pesarese, industriale del laterizio (Industrie Pica, Laterizi Torres), dal 2004 è presidente Andil, L’Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi. Ha insegnato “Organizzazione e gestione delle risorse umane” presso l’Università di Urbino, Facoltà di Scienze della Formazione; dal marzo di quest’anno, è anche vice presidente di Federcostruzioni, Federazione che fa parte di Confindustria e che riunisce le categorie produttive più significative di tutto il mercato edile e infrastrutturale (Ance, Andil, Anie, Anima, Assovetro, Confindustria Metalli, Federbeton, Federchimica, Federlegno-Arredo, Oice, Unacoma Comamoter e, in qualità di socio aggregato, Cantiermacchine/Ascomac). All’interno della Federazione, recentemente costituitasi per valorizzare e promuovere l’importante settore delle costruzioni (oltre il 20% del PIL nazionale) in Italia e all’estero, si occupa in modo particolare della sezione materiali, una delle quattro filiere rappresentate da Federcostruzioni, insieme a costruzioni edili e infrastrutturali, tecnologie, impianti e macchinari afferenti alle costruzioni, infine progettazione.

Cosa determina la domanda di tecnologie innovative? Quali sono le principali stimolazioni provenienti dal mercato?
Sono sicuramente da tenere in considerazione:
- l’attenzione ai consumi energetici, che richiede soluzioni di involucro a bassa conducibilità termica;
- la bioarchitettura e la maggiore sensibilità ambientale, che sostengono i prodotti eco-sostenibili, valutati secondo il ciclo di vita (dall’estrazione delle materie prime, alla produzione, all’uso e dismissione degli edifici), con caratteristiche di durata, bassi oneri manutentivi, riciclabilità;
- il comfort abitativo, la sicurezza in caso di incendio, la qualità dell’aria negli ambienti abitati, che determinano una maggiore attenzione verso prodotti sani, stabili nel lungo periodo e naturali;
- i costi ed i tempi di cantiere, che richiedono prodotti facilmente installabili, gestibili anche da manodopera non specializzata.
Rispetto a queste esigenze, i laterizi di ultima generazione rispondono in modo soddisfacente, anche perché in grado di dare risposte efficaci, contemporaneamente, ad una pluralità di importanti esigenze: da quella strutturale all’energetico-ambientale, dalla sicurezza in caso di incendio al comfort abitativo, senza trascurare gli aspetti estetici e i costi di esercizio e manutenzione, questi ultimi a torto spesso trascurati al momento della scelta e del confronto tra soluzioni alternative.

Per quanto riguarda il settore dei laterizi, quali sono le innovazioni che dovrebbero privilegiarne la scelta, quali requisiti prestazionali li caratterizzano: in sostanza quali prodotti per costruzione rappresentano effettivamente una novità e un avanzamento tecnologico?
L’industria dei materiali da costruzione, come è noto, ha tempi di evoluzione che non possono essere paragonati con quelli dei beni di largo consumo. Per anni, i prodotti sono rimasti più o meno tali e questo perché non erano cambiate le esigenze del mercato. Oggi la situazione è completamente diversa, con una dinamica evolutiva in questo campo che non ha precedenti nella storia. In riferimento all’innovazione di prodotto, è possibile segnalare, nel settore delle murature, l’ottimizzazione delle geometrie dei blocchi (setti sottili ed ad incastro), la rettifica degli elementi per agevolarne la posa in opera con una significativa riduzione dei ponti termici; per quanto attiene le coperture, la produzione di tegole e coppi di grande formato e con geometrie ibride tegola-coppo; nei solai e nei forati, l’attenzione al passaggio dei cavi e degli impianti.
Oltre al prodotto è opportuno, però, evidenziare anche l’evoluzione delle soluzioni in laterizio, quali le coperture e le pareti ventilate, la muratura armata per le zone sismiche, le stratigrafie di involucro preassemblate, i solai preassemblati, i pavimenti galleggianti.


Quali sono state le principali conseguenze dell’introduzione della legislazione energetica sul mercato del laterizio?

L’efficienza energetica in edilizia ha spinto i produttori a migliorare i propri prodotti (soprattutto i blocchi da muro) in termini di resistenza termica, attraverso l’ottimizzazione dell’impasto ceramico, la ricerca della migliore configurazione delle geometrie (setti sottili), la manifattura di prodotti di maggiori dimensioni, la produzione di elementi ad incastro e soprattutto la proposta al mercato di soluzioni stratigrafiche altamente performanti in termini di inerzia (sfasamento e attenuazione) e isolamento termico: quindi con una certa attenzione anche al comfort abitativo.


I prodotti presenti sul mercato italiano sono in grado di rispondere alle nuove esigenze di contenimento dei consumi energetici come previsto dalla legislazione in materia?

Il Politecnico di Milano (Dip. BEST) ha identificato numerose soluzioni conformi in laterizio, dimostrandone l’assoluta rispondenza alle prescrizioni normative: le soluzioni massive in laterizio comportano un risparmio energetico per la climatizzazione invernale ed estiva fino al 30% in meno, a parità di condizioni, rispetto ad involucri leggeri. Ad analoghe conclusioni sono pervenuti anche altri centri di ricerca universitari (Bologna, Firenze, Ancona). I laterizi, dunque, espressione di una costruzione massiva, vanno al di là della norma, dando un forte contributo al contenimento dei consumi estivi, garantendo elevati livelli di benessere interno.


Quanto la nuova legislazione vincola o frena lo sviluppo di prodotti in laterizio a favore di prodotti e componenti alternativi e a maggiori prestazioni?
L’introduzione di nuovi vincoli legislativi, che assumono sempre più carattere capillare, rappresenta per i materiali esistenti un’ulteriore verifica di conformità, con la quale evidentemente non erano tenuti a confrontarsi. E’ difficile che una norma metta al bando un prodotto o ne prescelga un altro; capita spesso, invece, che la normativa ponga un nuovo momento di riflessione ed indichi eventualmente il nuovo obiettivo da raggiungere. Sta dunque nella distanza da colmare e soprattutto nella solerzia e nell’intraprendenza dell’industria la determinazione del nuovo punto di equilibrio del mercato. La sostenibilità del costruire in laterizio, radicata espressione della cultura italiana, grazie anche alle sue caratteristiche di lunghissima durata e assenza di interventi manutentivi, è senz’altro un punto di vantaggio per il settore; la capacità di migliorarsi e di innovarsi per rispondere alle esigenze del mercato con prodotti multiprestazionali e di elevata qualità, in grado di soddisfare contemporaneamente i molteplici requisiti del mondo delle costruzioni, costituisce il vero punto di forza del laterizio per affrontare e vincere le nuove sfide. A volte, la norma, se è di tipo premiale, può facilitare il raggiungimento dell’obiettivo che si pone incentivando alcune soluzioni rispetto ad altre. Nel caso specifico, ad esempio, lo “scomputo” degli extraspessori murari, previsto in numerosi regolamenti edilizi, ed ora prospettato dal Governo a scala nazionale, tende a valorizzare le soluzioni d’involucro di forte spessore, come quelle in laterizio, per beneficiare dell’apporto in termini energetici e di comfort dovuto all’inerzia termica delle pareti: lo scambio termico attraverso la sezione muraria è rallentato e l’accumulo di energia genera lo sfasamento dell’onda termica, riducendo il ricorso ad energivori impianti di climatizzazione, soprattutto in fase estiva, assurdamente sottovalutata dal punto di vista dei consumi energetici, ormai superiori a quelli registrati nel periodo invernale.


Quali sono le iniziative attuate da Andil per favorire l’edilizia sostenibile?
Come anticipato, risparmio energetico, sostenibilità ambientale e prestazioni strutturali rappresentano gli elementi guida del nuovo modo di concepire l’edilizia. In questo contesto, oltre alla assidua attività di ricerca promossa dall’Associazione in collaborazione con numerosi atenei italiani, la conformità del laterizio per un’edilizia veramente di qualità è stata tradotta in ben cinque protocolli d’intesa stipulati da Andil, nell’arco dell’ultimo anno, rispettivamente con istituzioni di grande rilievo quali Federabitazione, Federcasa, Casaclima, Ater-Perugia e Acer-Reggio Emilia, assicurando l’impiego di soluzioni massive in edilizia, capaci di garantire efficienza energetica, comfort e valore dell’investimento. Non è difficile immaginare l’importanza di tali accordi nel creare soluzioni costruttive performanti, affidabili nel tempo e di semplice gestione.


@edilio_it