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Inquinamento acustico, Italia sotto la lente della Commissione Europea

Stress, insonnia, irritabilità, gli effetti dell’inquinamento acustico

Inquinamento acustico, Italia sotto la lente della Commissione Europea
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Come lo smog, le emissioni di Co2 e le polveri sottili, anche l’inquinamento acustico è un fattore che pregiudica sensibilmente la qualità della vita. Al frastuono del traffico stradale, aeroportuale e ferroviario, si possono aggiungere rumori molesti provenienti da locali pubblici, da lavori di manutenzione o da vicini molesti. Vivere in città oggi può davvero mettere a dura prova i nervi e la salute, tanto che l’Italia è finita per la terza volta in pochi anni, nel mirino della Commissione Europea. Nel Belpaese mancano ancora mappe strategiche per 22 strade e 17 agglomerati, oltre a piani d’azione per la riduzione dell’inquinamento acustico in circa 858 strade e 32 agglomerati.

Non sono soltanto le persone a risentire negativamente di un ambiente chiassoso, ma anche molte specie di animali. Tra gli effetti più comuni dell’inquinamento acustico vi sono stress, insonnia, ipertensione, irritabilità, deficit di attenzione e di memoria. Tra la fauna metropolitana, vale a dire in mammiferi e uccelli, si verificano cambiamenti nelle abitudini alimentari, di umore e di accoppiamento (catatonia, letargia o aggressività). Oltre ad una più accurata sorveglianza sui livelli di inquinamento acustico nelle metropoli, un’altra linea di difesa passa per la progettazione di edifici e case con specifici criteri di isolamento sonoro.

Gli interventi di adeguamento e riqualificazione riguardano non soltanto infissi e serramenti, ma anche mura perimetrali, tetti e pavimenti. Materiali d’elezione per i lavori di efficientamento sono ad esempio: piombo, sughero, lana di vetro, biomattoni e gomma, cioè soluzioni innovative e allo stesso tempo sia funzionali che ecosostenibili. A norma di legge i livelli di inquinamento acustico vengono contenuti in base alle aree di riferimento. Ciò significa che nei complessi residenziali si avrà un limite di 50-40 decibel tra giorno e notte, mentre i limiti sono elevati a 70 decibel per gli impianti di lavorazione e produzione industriale.

 

 

 


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