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Ines Lobo vince la II° edizione di #arcVisionPrize

Ines Lobo vince la II° edizione di arcVisionPrize
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bioedilizia, ceramica, fotovoltaico, incentivi, involucro, materiali, normativa sismica, recupero, risparmio energetico, sicurezza cantieri, vetro

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E' la progettista portoghese Ines Lobo la vincitrice della seconda edizione dell'arcVision Prize - Women and Architecture, il premio internazionale di architettura dedicato alle donne e istituito dal gruppo Italcementi. L'assegnazione del premio si è tenuta ieri pomeriggio a Bergamo nella cornice di i.lab, il centro di ricerca e innovazione di Italcementi progettato da Richard Meier.

La giuria internazionale, interamente composta da donne, l'ha scelta all'unanimità per "la sua capacità di lavorare su diverse scale - si legge nelle motivazioni - integrando nuovi edifici nell'esistente tessuto urbano e risolvendo in modo creativo problemi architettonici complessi". Sono 21 i progetti selezionati per la fase finale della seconda edizione del premio, proposti da progettiste di tutto il mondo: Austria, Cile, Egitto, Francia, Germania, Giappone, Italia, Marocco, USA.

La vincitrice Ines Lobo si è laureata all'Università tecnica di Lisbona e ha fondato il suo studio nel 2002, tra i progetti visionati dalla giuria spicca in particolare quello della Facoltà di Arte e Architettura di Evora.

"Dedico il premio - ha detto Ines Lobo - a tutte le persone che mi hanno fatto credere che l'architettura sia uno strumento straordinario per costruire un mondo migliore per tutti, senza differenze fra uomini e donne". La giuria ha assegnato anche tre menzioni d'onore alla svizzera Anna Heriger, all'indiana Shimul Javeril Kadri e alla progesttista cilena Cecilia Puga.

Il premio consiste in un workshop di ricerca di due settimane presso l'i-lab, Centro di ricerca e innovazione di Italcementi, e nel riconoscimento di un premio di natura economica di 50.000 euro. "Con questo premio - ha commentato il consigliere delegato di Italcementi, Carlo Pesenti - vogliamo mettere in evidenza la visione al femminile di un'architettura che cambia e si plasma su nuovi modelli sociali e umani".
Ansa.it


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