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#Geometri. I futuri professiosti progettano l’accessibilità

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Geometri. I futuri professiosti progettano l’accessibilità
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 Giunto alla quarta edizione il progetto sociale “I futuri geometri progettano l’accessibilità”, quest'anno ha coinvolto nel nostro Paese 190 Istituti CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio) presentando 108 progetti alle amministrazioni locali interessate. In arrivo dai Geometri Italiani: l’APP di GEOWEB che segnala le difficoltà e le linee guida nella progettazione delle norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche

A scuola, in parrocchia o nella biblioteca comunale. Al parco vicino casa, in piazza o a teatro. Le barriere architettoniche che abitano gli spazi delle nostre città sono un problema delle persone con disabilità, ma anche di tutti i cittadini.

È per questo che bisogna creare la cultura dell’accessibilità, coinvolgendo fin d’ora gli studenti che, in qualità di professionisti del futuro, possono iniziare a sviluppare soluzioni progettuali da presentare alle amministrazioni pubbliche. Con questa finalità, è nata la fattiva collaborazione fra FIABA (Fondo Italiano per l'Abbattimento delle Barriere Architettoniche), che ha ideato il concorso nazionale “I Futuri Geometri Progettano l’Accessibilità”, e CNGeGL (Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati), CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) e GEOWEB (società di servizi telematici per professionisti), che hanno fortemente voluto questa iniziativa, e che possiamo definire riuscita proprio grazie al coinvolgimento degli studenti degli IT CAT, a cui si è aggiunta la collaborazione dei professionisti dei Collegi Provinciali dei Geometri,che assistono i ragazzi nell’individuazione delle soluzioni e nella stesura dei progetti. Nel corso delle quattro edizioni, sono stati coinvolti oltre 190 Istituti CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio) e sviluppati oltre 108 progetti. Quest’anno le scuole che hanno partecipato sono state51, 29 i progetti sviluppati, 12 i premiati, di cui 6 presentati nel corso della cerimonia di premiazione. Fra le novità 2016: 1) la progettualità è stata articolata in tre aree intervento; 2) la Giunta Esecutiva UNI (l’Ente Italiano di Normazione) ha recentemente approvato l'avvio dei lavori di elaborazione di una nuova prassi di riferimento (UNI/PdR; 3) imminente il rilascio della APP di GEOWEB per FIABA che segnala le criticità di accesso per stimolare i programmi di intervento da parte delle amministrazioni e di privati.

L’evento si è tenuto oggi a Roma, presso la Sala Trilussa di CIPAG. All’incontro saranno presenti le delegazioni degli studenti vincitori che hanno presentato i loro progetti a Marco Nardini, Consigliere Nazionale CNGeGL, a Carmelo Garofalo, Consigliere Nazionale CIPAG, e a Antonio Bottaro, AD di GEOWEB Spa e Barbara Borsari, amministratore delegato Vittorio Martini 1866. L’appuntamento ha ricevuto il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, MiBACT - Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e di Roma Capitale.

“Un laboratorio che cresce con l’entusiasmo dei giovani e propone alle amministrazioni locali una mappa sempre più ampia delle soluzioni per migliorare l’accessibilità. Questo è il nostro progetto sociale, spiega il Consigliere CNGeGL Marco Nardini, che conferma la prerogativa dei Geometri Italiani nonchè opportunità di lavoro qualificati per i #FuturiGeometri: essere conoscitori indiscussi del territorio italiano”.

“Ogni elemento costruttivo che impedisce o limita l'accesso ai servizi costituisce una violazione dei diritti oltre che una limitazione della libertà per coloro che presentano una ridotta capacità motoria o sensoriale – ha dichiarato il Consigliere CIPAG Carmelo Garofalo che aggiunge - per questo motivo, l'evento voluto dalla categoria dei geometri, in collaborazione con FIABA Onlus è molto utile per educare e sviluppare nei "futuri progettisti" quei criteri di attenzione e sensibilità necessari al raggiungimento dei livelli di civiltà a cui tutti aneliamo”.

“L’intenzione”, afferma il Presidente FIABA Onlus Giuseppe Trieste, “è quella di creare la cultura diffusa della qualità totale. I futuri geometri devono uscire dalla scuola con la sensibilità verso la progettazione accessibile in tutti gli ambienti della vita sociale dei cittadini. È per questo che quest’anno abbiamo creato tre sezioni per i progetti: la scuola, gli spazi urbani e le strutture per il tempo libero. Ovunque e per tutti i cittadini ci deve essere accessibilità!”

 

 

Le dichiarazioni 

 

Cosa muove i giovani e quali sono stati i ragionamenti fondanti il progetto? La voglia di imprimere una forte svolta nella realtà che li circonda è palpabile!

E’il caso di Giorgia, della classe 5 A CAT Istituto Pacinotti Massari di Venezia, una scuola che, peraltro, collabora già con il comune di Venezia.
Il suo progetto si chiama Le A.L.I. del Ponte (in foto).
Affatto intimorita dal prendere come riferimento il leone alato per la denominazione del progetto ideato per la sezione spazi pubblici del concorso formativo nazionale “I futuri geometri progettano l’accessibilità”, la giovane spiega che “abbiamo identificato le rampe fatte col gradino agevolato come due ali del ponte, le quali consentono l’Accessibilità, la Libertà di fruizione e l’Inclusione. E su questo abbiamo basato la scelta nominativo del progetto!”. Non solo, Giorgia si esprime con molta puntualità. “La scelta è caduta sul gradino agevolato, che sfrutta sia una pedata allungata avente pendenza, sia un piccolo gradino opportunamente sagomato, rendendo l’ingombro delle rampe più contenuto, così da agevolare l’incompatibilità riscontrata con gli angusti spazi nei pressi dei ponti. Tra la serie di gradini agevolati già attuati, si è deciso che per il Ponte dei Frati, sito in Campo Sant’Angelo, dove si potrebbe progettare una tipologia di gradino agevolato con pendenza media del 12%”.

L'aspirante progettista’ ha collaborato con l’ufficio EBA (Eliminazione Barriere Architettoniche).

Il perché: La decisione di eliminare la barriera architettonica di questo ponte deriva dalla necessità di rendere accessibile Campo Sant’Angelo con Campo Santo Stefano, il quale rappresenta la zona verde, ovvero la zona accessibile mediante i mezzi pubblici. Inoltre questo è un punto strategico di passaggio per la presenza dell’edificio pubblico, l’Agenzia delle Entrate, sita nei pressi del Ponte dei Frati. Con questo progetto anche le persone con disabilità fisiche possono recarsi presso gli uffici pubblici con facile accessibilità.


Ugualmente Andrea e Chiara dell’ITET G.B.Carducci G.Galilei di Fermo trasmettono l’entusiasmo che li ha presi nell’ideare una soluzione utile per il prossimo nella loro città!
Il loro progetto (curato in collaborazione con tutta la classe) è stato ideato per la terza sezione (parchi pubblici) e ha interessato il Parco della Rimembranza di Fermo ed è stato denominato “M.E.M.O. (Memorial Exhibition Music Open), riqualificare per ricordare”. La scelta è caduta su questo luogo perché i ragazzi ci hanno già lavorato, in occasione del centenario della prima guerra mondiale.
L’occasione di FIABA ha permesso di creare una sinergia di intenti tra la valorizzazione di questo luogo, dimenticato e particolarmente sconosciuto ai giovani, e la sua accessibilità. I ragazzi hanno quindi pensato di creare dei nuovi stimoli di interesse verso questa zona della città così simbolicamente importante ma anche dimenticata perché priva di particolari funzioni ed interessi, specialmente per le nuove generazioni.

Abbiamo cercato, spiegano, di ridurre la ripida scalinata e il piazzale di sosta a ridosso di un manufatto verso l’ingresso del Girfalco. Abbiamo ipotizzato la realizzazione di un posto di ristoro panoramico che, grazie alle pareti finestrate ed alle due terrazze disposte verso sud-ovest, permette di godere del panorama delle colline circostanti e della splendida facciata del Duomo. In questo modo, dalla terrazza inferiore è inoltre possibile accedere al parco tramite un ascensore che permette di superare un dislivello di oltre 3 metri”. Non è tutto. Non soddisfatti, hanno voluto la valorizzazione del muro contro terra che sostiene il terreno verso la proprietà dei Conti Vinci. “Questo manufatto rappresentava una barriera visiva del parco! Nel progetto è divenuto una parete espositiva che permette di creare un percorso facilmente percorribile grazie alla contenuta pendenza del terreno. L’intervento prevede l’apposizione di una leggera copertura a riparo delle opere esposte e dei visitatori che, percorrendo un sentiero opportunamente ricoperto di tartan, possono godere del parco e degli eventi che lì verranno organizzati. Tutte le opere esposte, è inoltre previsto, avranno anche delle didascalie tattili per permetterne la lettura ai non vedenti. Infine, abbiamo aggiunto la a realizzazione di un auditorium all’aperto le cui gradonate, posizionate sulla naturale pendenza del terreno, offrono la possibilità di godere dello splendido panorama costiero”.

E’ chiaro che in questo modo tutta l’area diviene accessibile e fruibile e viene valorizzata completamente in tutte le sue potenzialità, anche tenendo presente che verrà realizzato un secondo ascensore, collegherà i parcheggi della zona nord con il piano dell’auditorium, servendo anche gli altri due piani dell’edificio.
E il nome? Niente di più ovvio secondo loro, come spiegano insieme:
l’acronimo M.E.M.O. indica le funzioni di cui il Parco si arricchirà dopo l’intervento e cioè: Memorial – luogo della memoria e del ricordo; Exhibition – luogo di esposizioni e di eventi; Music – luogo di ascolto della musica il cui linguaggio è universale; Open – aperto cioè privo di ostacoli e di barriere, così come ogni monumento dovrebbe essere, perché tutti ne possano godere”.
 

 


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