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Titolo argomento: Linee vita e Soprintendenza Sommario:: Creato il: 31/05/2012 15:56 |
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Buongiorno a tutti, Vi chiedo un parere in merito al seguente problema (non mi sembra che sia stato già trattato): rifacimento del tetto di una chiesa, molto secondaria, in un paesino molto secondario della Toscana, la Soprintendenza non autorizza l'installazione della linea vita.
Riferimento legislativo: DPGR 23 novembre 2005, n.62/R, ovvero regolamento di attuazione dell'articolo 82, comma 16, della legge regionale Toscana 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio) relativo alle istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive per l'accesso, il transito e l'esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza. All' Art. 7 (Criteri generali di progettazione) 3. Il transito e l'esecuzione dei lavori di manutenzione sulle coperture devono essere garantiti attraverso elementi protettivi permanenti. 4. Nei casi in cui non sia possibile adottare misure di tipo permanente, nell'elaborato tecnico della copertura di cui all'articolo 5 devono essere specificate le motivazioni in base alle quali tali misure risultano non realizzabili; devono altresì essere progettate e documentate le misure di tipo provvisorio previste in sostituzione. All' Art. 10 (Transito ed esecuzione dei lavori sulle coperture) 2. L'impiego di dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche delle coperture. Quindi la Soprintendenza non rende possibile adottare misure di tipo permanente (linea vita) ma non si opporrebbe a "dispositivi di ancoraggio puntuali o ganci di sicurezza" per esempio ganci sottotegola che però sono consentiti "solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche delle coperture". In questo caso la linea vita non è installabile non "per le caratteristiche delle coperture" ma per il diniego della Soprintendenza. Secondo Voi io cosa devo fare? Forse dovrei prevedere comunque un sistema di sicurezza permanente fatto di agganci puntuali; ma non credo che il diniego della Soprint. mi autorizzi a non installare sistemi permanenti.. |
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Fatti mandare la "negazione" scritta di questi "geni"... quindi invia loro una tua relazione dove evidenzi gli obblighi della normativa che non puoi rispettare a causa loro indicandoli come unici responsabili in caso di evento infortunistico provocato dal loro diniego.
Potrò sbagliare ma vedrai che il sistema lo concordano quando lo sfintere si chiude ermeticamente. E' già successo. ------------------------- per combattere l'ignoranza basta l'umiltà di chi possiede la conoscenza |
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Sì probabilmente andrà come di ci te, ma di certo questo atteggiamento sta intralciando iter burocratici, preventivi etc.; si consideri poi che il colmo del tetto della chiesa sta ad almeno 10 mt da terra, quindi praticamente invisibile.
Staremo a vedere, ne riparleremo...a sfinteri chiusi |
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Ciao Hank
ho un problema simile anche io, stesso discorso nel paesino sperso della Toscana, chiesetta....... Dopo mille viaggi in soprintendeza,con il geom che segue la pratica siamo arrivati al punto che non hanno autorizzato il montaggio di linee vita ne didpoditivi di aggancio puntuale, io mi sono fatto spedire per scritto i motivi per il quale non volevano tali isntallazioni ed ho indicato il cestello come rimedio per eventuali manutenzioni al tetto. L'unica cosa che non ho pensato di fare è di inviargli la relazione come ha detto linoemilio, ma sono sempre in tempo...... facci sapere come ti procede, io faro' altrettanto. Ciao |
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Ciao Ricca,
la soprintendenza in Toscana molte volte si impone sulle scelte progettuali dell'impianto anticaduta. Dalla mia esperienza ti posso dire che è più una leggenda o una male interpretazione delle loro richieste. Mi è capitato diverse volte di installare dispositivi, linee vita, su coperture di edifici storici (ad esempio chiese);in un primo momento la soprintendenza non voleva la linea vita ma andandoci a parlare e mostrando in maniera dettagliata con foto di lavori simili e con disegni come verrà realizzato il lavoro abbiamo trovato la soluzione da loro accettabile. Ogni tetto ha la sua soluzione , non esiste una soluzione comune per tutti i tetti. In ultimo sono pienamente convinto che la soprintendenza vuole una soluzione che architettonicamente sia accettabile e poco impattante, non è vero che non vuole la linea vita e che preferisce un impianto con solo punti di ancoraggio che è proibito dalla legge regionale. L'importante è sempre rivolgersi a delle ditte che siano altamente specializzate nel settore e che siano supportate da uno staff di tecnici all'interno in modo che possano studiare il problema affondo. ciao |
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Ciao Hank,
leggi la risposta che ho dato a Ricca spero che ti sia utile ... non esiste soluzione che mettere un impianto anticaduta permanente composto da linea vita e punti di rinvio. Tutto il resto non è a norma e la responsabilità è tutta ed esclusivamente del coordinatore, almeno che la soprintendenza non ti rilasci un documento scritto, firmato e timbrato dove loro si prendano la responsabilità dicendo il perchè il coordinatore può andare in deroga alla legge regionale. Cosa impossibile. Ciao |
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Ciao Lineavita,
ho avuto un colloquio proprio venerdi con l'arch. e gli ho posto nuovamente il problema, lui ha ribatito che non ne vuole, ma alla domanda: mi può fare un documento in cui posso andare in deroga alla legge per quanto riguarda tale problema? Risposta: Mandami la richiesta e vedrò cosa posso fare!....... Se la mia richiesta non venisse accettata come mi devo muovere, visto che la responsabilità sarebbe esclusivamente mia ed in parte del direttore dei lavori? Grazie |
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Ciao
Non credo che ti rilascerannoi il documento che ti serve e soprattutto con il contenuto che ti serve. L'unica maniera con cui sono riuscito a risolvere il problema è facendo un progetto dettagliato cercando di fargli capire come verrà installata la linea vita. Mi sono fatto assistere anche dalla ditta installatrice che ha uno staff di tecnici facendomi passare alcune foto ed immagini. Se vuoi ti passo il contatto della ditta installatrice. La soprintendenza in questione è quella di Pisa Lucca Livorno. Ciao |
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Si la soprintendenza è quella di Lucca, intanto gli inoltro la richiesta e guardo cosa mi rispondono se vuoi mandarmi il link grazie mille, ma penso che sia la ditta che ho contattato io visto che sei della zona (credo).
Ti ringrazio anticipatamente Riccardo |
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Ciao Ricca.
Ok aspetta la risposta e vedi cosa ti dicono. Ti scrivo la mail della ditta e poi vedi te. Indirizzo mail: gestioneareaversilia@safetyproject.eu. Ciao |
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Sono pienamente d'accordo con quanto dici lineavita, il mio problema nello specifico è stato anche che:
- come spesso accade (e così mi è accaduto) il coordinatore è chiamato 15 giorni prima dell'inizio lavori, ed il progetto in Soprintendenza lo ha presentato qualcuno che probabilmente non è neppure abilitato a fare il CSP-CSE; - anche la committenza non vuole assolutamente installare sistemi permanenti, per risparmiare..; - aggiungo comunque una chicca: il responsabile della soprintendenza in questione ha suggerito al progettista della SCIA di proporre un sistema a forte impatto visivo per rendere più facile l'espressione del proprio diniego!! Quindi in effetti la soprintendenza ha espresso un diniego su un progetto specifico effettivamente e volutamente improponibile, ma quel parere ovviamente non può esprimere un diniego assoluto; devo però anche dire che lo stesso funzionario dello stessa Soprintendenza qualche anno e ancora in relazione alla copertura di una chiesa, fa mi ha espresso un diniego su uno schema di progetto che non specificava neppure che tipo di elementi sarebbero stati montati... A questo punto Vi chiedo: come si deve comportare un CSE quando la committenza si rifiuta di installare dei sistemi di sicurezza permanenti che sono previsti come obbligo di legge? |
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