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#EfficienzaEnergetica: il quadro normativo per una migliore #EdiliziaScolastica

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EfficienzaEnergetica: il quadro normativo per una migliore EdiliziaScolastica
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La riqualificazione energetico-ambientale del patrimonio edilizio scolastico, su cui sono attivi numerosi finanziamenti sia al livello nazionale che regionale, è una delle opportunità per far uscire dalla crisi il settore edilizio, ma bisogna capire in che modo attuarla nell’ambito del quadro politico-normativo di riferimento.

di Stefania Maldone

grafici scuolaL’importanza strategica che il settore energetico riveste nei confronti dell’economia di uno stato e ancora di più nel nostro paese, in quanto dipendente per l’81% (fonte: EUROSTAT) dalle importazioni di gas naturale e petrolio, le continue crisi politiche dei paesi esportatori e gli ingenti danni causati dai cambiamenti climatici in atto, hanno fatto si che negli ultimi anni la normativa energetica in seno ai paesi dell’Unione Europea moltiplicasse rapidamente spostando sempre più su i limiti di performance del settore. La strategia energetica nazionale (SEN), approvata con il Decreto Interministeriale dell’8 marzo 2013, nello scenario di decarbonizzazione Roadmap 2050 (-80% Riduzione Emissioni di CO2), prevede già il superamento degli obiettivi definiti dal Pacchetto europeo Clima-Energia 2020, con nuovi obiettivi al 2030: -40% di Emissioni di CO2 rispetto al 1990, +27% di Fonti Rinnovabili sul consumo a livello europeo, +30% di Efficienza Energetica sul consumo stimato.

Il tema dell’efficienza energetica contenuto nell’obiettivo tematico 4 (OT4 - Energia sostenibile e qualità della vita) dei Fondi strutturali 2014-2020, ha quattro direttrici principali. La prima riguarda gli interventi di efficientamento energetico e riduzione dei consumi negli edifici scolastici, e più in generale nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali, di proprietà della pubblica amministrazione.
Per raggiungere tale obiettivo, si sta definendo a livello nazionale un modello tecnico, funzionante e replicabile (per l’aspetto economico e finanziario basato sul concetto di Cost Optimality), finalizzato alla selezione degli edifici target e degli interventi di riqualificazione energetica da effettuare, nonché alla loro esecuzione, gestione e monitoraggio (art.4 D.lgs. 102/2014). L’individuazione degli edifici o gruppi di edifici su cui intervenire si sta operando anche sulla base di audit energetici oltre che per priorità dovuta alla più bassa prestazione energetica rilevata, alla presenza dell’edificio nel Piano emergenza comunale (L. 100/2012), e alla caratteristica di consentire un’organizzazione agevole degli spostamenti degli occupanti nella fase dei lavori.

Una volta individuati gli edifici target, su di essi saranno utilizzati modelli finanziari avanzati che valuteranno gli interventi da mettere in atto. Nello specifico questi interventi, compatibili con le zone climatiche in cui sono collocati gli edifici, verranno individuati sulla base dell’analisi del rapporto costi/benefici, dei tempi di implementazione e del loro grado di replicabilità, al fine di migliorare l’isolamento dell’involucro edilizio, e l’efficientamento energetico degli impianti tecnici (riscaldamento, raffrescamento, produzione di acs e illuminazione). Sarà inoltre possibile installare impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, ma solo con finalità di autoconsumo.

Gli artt. 5 e 6 del D.lgs. 102/2014 richiedono annualmente, per il periodo dal 2014 al 2020, la realizzazione di interventi di efficientamento energetico sul 3% degli immobili della PA centrale pari a circa 400.000 metri quadri, per una spesa stimata di 541 milioni €, di cui il Governo ha già messo in campo 355 milioni. In alternativa a ciò, viene richiesto il conseguimento di un risparmio energetico cumulato di 0,04 Mtep.

Il Programma per la riqualificazione energetica degli edifici della PA centrale (PREPAC) è stato inviato alla Commissione Europea a giugno 2014. La prima call si è chiusa il 16 ottobre ed è in corso la valutazione dei progetti presentati. Nel frattempo è stato emanato il decreto sulle modalità di funzionamento della Cabina di regia MiSE- MATTM, mentre è in fase di concertazione il decreto che definisce le modalità di attuazione del Programma.
I due documenti programmatici del Piano d’azione nazionale per incrementare gli edifici ad energia quasi zero (PANZEB) saranno messi in consultazione pubblica nelle prossime settimane.

Una delle proposte attualmente al vaglio è quella di istituire un testo unico dell’efficienza energetica in edilizia, per chiarire dal punto di vista tecnico, la complessità del quadro legislativo e normativo attualmente disomogeneo al livello nazionale, e per questo motivo di difficile applicabilità nelle attività di verifica e controllo anche da parte dei cittadini estranei al settore.

Si sta lavorando alla definizione in area mediterranea degli edifici NZEB introdotti dalla Direttiva 2010/31/UE (EPBD recast) sia per innovare il meccanismo del “Conto Termico” già migliorato dal D.lgs. 102/2014, che per introdurre requisiti minimi di accesso agli incentivi di detrazione fiscale per interventi come le schermature solari e i generatori di calore a biomasse. Sono in fase di concertazione tra Amministrazioni centrali coinvolte e Regioni due decreti: il primo riguarda i nuovi requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, che entreranno in vigore a partire dal 1 luglio 2015; il secondo è relativo all’armonizzazione delle procedure per la valutazione della prestazione energetica degli edifici e per la redazione degli APE su tutto il territorio nazionale.
Il percorso tracciato per raggiungere gli obiettivi fissati, anche se complesso per i numerosi operatori coinvolti, consentirà al Paese di mantenere una posizione di leadership in un settore strategico per lo sviluppo e la crescita.

stefania maldone1Bio: Stefania Maldone (1974) architetto, nel 2001 si laurea presso l’Univ. di Roma “Sapienza”, nel 2002 si specializza in “Management dell’energia e dell’ambiente” e nel 2008 diventa dottore di ricerca in “Progettazione Ambientale”.
Ha svolto attività didattica come assistente, tutor e professore a contratto in maniera continuativa dal 2001 al 2012 presso la Facoltà di Architettura dell’Univ. di Roma “Sapienza”. Svolge la professione di architetto a Roma e dal 2006 per Am7studio coordina e gestisce progetti di architettura a scala urbana e di dettaglio. La sua attività di ricerca nell’ambito della sostenibilità ambientale del costruito è incentrata in particolare sull’ecoefficienza dell’edilizia per il commercio.

 

 


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