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#Demografia. Scenari e previsioni per il territorio italiano

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Demografia. Scenari e previsioni per il territorio italiano
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Se l'Italia è già, dice Eurostat, il Paese più anziano d'Europa, da qui al 2034 lo scenario è destinato ad acutizzarsi notevolmente.
Lo dice una proiezione elaborata dal Cresme (nell'ambito delle ricerche elaborate dallo strumento DemoSi e del Rapporto dal Territorio, entrambi costruiti assieme all'Inu, quest'ultimo introdotto dal curatore Pierluigi Properzi) e diffusa dal direttore Lorenzo Bellicini in occasione della presentazione del XXIX Congresso dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, "Progetto Paese", in programma a Cagliari dal 28 al 30 aprile prossimi.

Al 2004 l'indice di dipendenza strutturale degli anziani, ottenuto con il rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella compresa tra i 15 e i 64, era pari a livello nazionale al 29,4 per cento, per salire al 33,7 per cento nel 2014. Nel 2024 è stimata una crescita al 38,2 per cento per arrivare al 47,5 per cento nel 2034, con una punta del 50 per cento al Nordest. Significa che tra meno di vent'anni nel nostro Paese ci sarà un "anziano" ogni due abitanti in età lavorativa.

E' su questi scenari di profondo mutamento, che riguardano non solo la demografia ma tutti i nuovi cambiamenti dei bisogni e delle esigenze popolazione e del territorio, che si innesta "Progetto Paese", il titolo del Congresso Inu ma anche l'insieme di proposte e idee che saranno sottoposte in modo organico alle istituzioni al termine dell'evento.

"E' un titolo e un obiettivo ambizioso, che sintetizzano lo spirito di servizio dell'Inu nel rapporto con le forze che governano", ha spiegato la presidente Silvia Viviani. Viviani ha anche riassunto alcuni degli aspetti che rivoluzionano le caratteristiche dei sistemi urbani per come si sono evoluti negli ultimi anni, che "chiamano" la disciplina urbanistica, e di riflesso le istituzioni e le amministrazioni, a nuovi traguardi e strumenti. Ci sono i dati del consumo di suolo che vanno interpretati con cura, i cambiamenti climatici, la difficoltà del mercato immobiliare, le sfide sociali, la richiesta di partecipazione da parte della cittadinanza.

Il Congresso, e il Progetto Paese che ne scaturirà, si svilupperanno su tre parole d'ordine: adattamento, che risponde alla necessità di migliorare le condizioni di convivenza degli abitanti delle città; innovazione, che sintetizza l'obiettivo di migliorare gli strumenti della pianificazione per renderli da grovigli burocratici e procedurali a mezzi efficaci di cambiamento portatori di azioni concrete; geografie, con riferimento ai livelli di governo e alla necessità di renderne chiari e riconoscibili le responsabilità, evitando le sovrapposizioni, partendo dallo Stato che produce pochi e incisivi codici legislativi e garantisce risorse per le politiche pubbliche di ammodernamento, passando per le Regioni, le Città metropolitane e le Unioni dei Comuni fino ad arrivare alle municipalità che agiscono progetti per luoghi. Grande spazio nella tre giorni di Cagliari (all'Auditorium comunale di piazzetta Dettori) al racconto del Paese delle sezioni regionali Inu che porteranno così il loro contributo alla costruzione del Progetto Paese, nel corso della prima giornata, nella serata della quale si terrà anche lo spettacolo "Viaggio nell'Italia di Adriano Olivetti", che racconterà con la voce del teatro le idee di un grande innovatore già presidente dell'Inu. Nella seconda giornata presentazione del documento congressuale e dialogo e confronto con gli ospiti tra cui Fabrizio Barca, la responsabile Ambiente e deputata del Partito Democratico Chiara Braga (che intervenendo oggi ha definito l'urbanistica "intrisa di politica"), il responsabile della struttura di Missione governativa "Italia Sicura" Mauro Grassi, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, Legambiente, i rappresentanti degli ingegneri, degli agronomi, degli architetti. Nella medesima giornata sarà conferito il tradizionale Premio Inu, assegnato quest'anno al Giro d'Italia per la sua capacità di raccontare e unire il Paese.


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