Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies tecnici. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookies Policy    

Decreto del Fare. Novità in materia di #sicurezza lavoro, #edilizia e #ambiente

Decreto del Fare. Novità in materia di sicurezza lavoro, edilizia e ambiente
TAG:
isolamento acustico, isolamento termico, materiali, recupero

Vota questa notizia (1 voti):


Condividi:
      
Invia ad un amico
Stampa



Il disegno di legge di conversione del decreto del Fare (decreto legge 69/2013), che ha ottenuto il via libera dall'Aula della Camera, passa adesso alla seconda lettura del Senato e il 20 agosto prossimo scade il termine per la conversione in legge.

Molte sono le modifiche introdotte al testo dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio. Oltre alle anticipazioni del 10% negli appalti di lavori, SCIA per le sostituzioni edilizie con modifica della sagoma, allungamento a 10 anni per i requisiti Soa, fondo di garanzia esteso ai professionisti, semplificazioni per il Durc e altre novità sono state apportate anche altre modifiche in materia di sicurezza sul lavoro, edilizia e ambiente e in materia fiscale e finanziaria.

Alcune delle modifiche inserite recepiscono le proposte dell'Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili), che ha pubblicato oggi una nota in cui illustra le principali novità.

In materia di lavoro e sicurezza è stato modificato l’art. 82 del Codice Appalti prevedendo che il prezzo più basso è altresì determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Con una modifica all’art. 88, comma 2, del Dlgs 81/2008 (Testo Unico Sicurezza), viene disposto che le disposizioni specifiche relative alle misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei o mobili non si applicano ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento, nonché ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore ai dieci uomini-giorno, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi, che non espongano i lavoratori ai rischi di cui all'allegato XI.

Cambiato anche l’art. 77, commi 11 e 12, del Dlgs 81/2008. Il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell'allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l'effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza. Per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dell'Inail, che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dalla richiesta. L'Inail ha l'obbligo di comunicare al datore di lavoro, entro quindici giorni dalla richiesta, l'eventuale impossibilità di effettuare le verifiche di propria competenza. Nel caso sia stata comunicata l'impossibilità o, comunque, sia decorso inutilmente il termine, il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, delle Asl, dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) o di altri soggetti pubblici o privati abilitati. Le successive verifiche sono effettuate dalle Asl o, ove ciò sia previsto con legge regionale dall'Arpa, che vi provvedono nel termine di trenta giorni dalla richiesta. Le Asl o l'Arpa hanno l'obbligo di comunicare al datore di lavoro, entro quindici giorni dalla richiesta, l'eventuale impossibilità di effettuare le verifiche di propria competenza. Nel caso sia stata comunicata l'impossibilità o, comunque, sia decorso inutilmente il termine di trenta giorni sopra indicato, il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti pubblici o privati abilitati.

Per quanto riguarda le autorizzazioni paesaggistiche, viene previsto che la validità delle stesse sia pari alla durata dei lavori dell’opera a cui si riferisce, a condizione che gli stessi siano iniziati nel quinquennio.

Viene modificato il Dlgs 152/2006 (Codice Ambiente) prevedendo che, in deroga a quanto previsto dal decreto del Ministero dell’ambiente, i materiali da scavo sono sottoposti al regime di cui all’art. 184-bis se il produttore dimostra che: la destinazione all'utilizzo è certa, direttamente presso uno o più siti o cicli produttivi determinati; in caso di destinazione a recuperi ripristini, rimodellamenti, riempimenti, ambientali o altri utilizzi sul suolo non sono superati i valori delle concentrazioni soglia di contaminazione; in caso di destinazione ad un successivo ciclo di produzione l'utilizzo non determina rischi per la salute né variazioni qualitative o quantitative delle emissioni rispetto al normale utilizzo delle materie prime; non è necessario sottoporre le terre e rocce da scavo ad alcun preventivo trattamento, fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere. Il produttore deve, in ogni caso, confermare all’Arpa che le terre e rocce da scavo sono state completamente utilizzate secondo le previsioni comunicate. Comunque l'utilizzo delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto resta assoggettato al regime proprio dei beni e dei prodotti.

Viene chiarito che si intendono non sottoposte a controllo tutte le attività delle imprese per le quali le competenti pubbliche amministrazioni non ritengono necessarie l'autorizzazione, la segnalazione certificata di inizio attività, con o senza asseverazioni, ovvero la mera comunicazione. Le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare nel proprio sito istituzionale l'elenco delle attività soggette a controllo.

Soppressa la disposizione del testo che estendeva la normativa in tema di libera commerciabilità dei parcheggi pertinenziali realizzati su aree private (art. 9 comma 5 della legge 122/1989) anche al caso di trasferimento del solo vincolo di pertinenzialità.

A partire dal 1° gennaio 2015, i soggetti titolari di partita Iva potranno comunicare in via telematica all'Agenzia delle entrate i dati analitici delle fatture di acquisto e cessione di beni e servizi, incluse le relative rettifiche in aumento e in diminuzione.

La norma del testo che prevede la possibilità per le piccole e medie imprese di accedere ai finanziamenti agevolati per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature ad uso produttivo è stata estesa anche ai beni strumentali di impresa.

Per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sottoscritti dalle pubbliche amministrazioni a partire da tre mesi successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del provvedimento, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario è acquisita esclusivamente attraverso la banca dati di cui all'articolo 6-bis del Dlgs 163/2006.

La Camera dei Deputati ha inoltre confermato diverse norme del Decreto Fare, quali ad esempio il differimento al 30 giugno 2014 dell’operatività della garanzia globale di esecuzione; la proroga automatica dei termini di validità dei titoli abilitativi edilizi sia per l'inizio lavori che per il termine di ultimazione degli stessi; le modifiche alla defiscalizzazione delle opere da realizzare in project financing (ai sensi dell’art. 33 del DL 179/2012 convertito dalla L. 221/2012), con l’abbassamento a 200 milioni di euro della soglia degli interventi; le modifiche alla disciplina del cosiddetto “concordato in bianco” di cui al R.D. 267/1942.

Nel corso dell'esame in Aula a Montecitorio sono stati accolti numerosi ordini del giorno, alcuni dei quali vanno incontro a specifiche richieste dell’Ance.

Con riferimento alla disposizione che esclude il costo dal lavoro dal calcolo del prezzo più basso per i bandi delle gare pubbliche, l'ordine del giorno n. 149 (primo firmatario l’On. Cesare Damiano del Gruppo parlamentare PD) impegna il Governo “a tenere conto anche delle retribuzioni derivanti dalla contrattazione integrativa di secondo livello che, nel caso dell'edilizia corrisponde alla contrattazione integrativa territoriale”.

Accolto anche l'odg n. 52 (primo firmatario l’On. Filippo Busin del Gruppo parlamentare LNP) che impegna il Governo a valutare l’opportunità di rivedere le disposizioni inerenti l’introduzione del DURT, il documento unico di regolarità tributaria introdotto a sorpresa con un emendamento del deputato M5S Girolamo Pisano. Dopo la protesta delle imprese che lamentano un aggravio burocratico, il Governo ha annunciato che la norma sarà corretta – o probabilmente soppressa – nel passaggio del Decreto Fare al Senato 

Casa&Clima.com


@edilio_it



Network

Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio



Media Partner

Partner Edilio Partner Edilio Partner Edilio