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#Decommissioning: come ridurre il #ConsumoDiSuolo

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Decommissioning: come ridurre il ConsumoDiSuolo
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Il decommissioning,il processo di risanamento delle aree dismesse civili e industriali, è oggi un mercato in forte espansione che richiede competenze multidisciplinari e capacità imprenditoriali specialistiche: NAD è da tempo impegnato per minimizzare gli impatti di questa attività sul territorio - di Ivan Poroli

Ing. Poroli, oggi si parla molto di consumo di suolo, di decommisioning, di demolizione, ma guardando alcuni “panorami urbani” delle nostre periferie si ha ancora l’impressione che tra il dire e il fare ci sia ancora molta acqua. Voi che vi occupate specificatamente di demolizioni non ritenete che sia il caso di accorciare questa distanza, anche attraverso un più stretto rapporto tra committenti e interlocutori imprenditoriali ?

Effettivamente guardando i panorami urbani delle nostre periferie appare subito evidente come ci sia ancora molto da fare.
Credo che l’immobilismo che stiamo purtroppo registrando in questo settore sia dovuto a molteplici cause i cui effetti non solo si sommano, a volte si moltiplicano.
In Italia non esiste ancora una cultura ambientale, energetica ed urbanistica tale da dare impulso a vere e proprie rivoluzioni nelle nostre città.

Le nostre periferie ad esempio, oltre ad essersi sviluppate in maniera poco armonica e soprattutto poco funzionale in virtù di una deregolamentazione endemica, associata ad una scarsissima applicazione da parte degli enti locali di norme in vigore già da anni, sono anche stare realizzate con criteri e “performances” ambientali ed energetiche praticamente nulle.

Ad oggi solo pochi Progettisti si sono avventurati nel calcolare esattamente quali sono i tempi di ritorno economici di una seria e organica riqualificazione del contesto urbano e edilizio delle periferie, vantaggi che derivano da un’edilizia evoluta e dall’applicazione delle nuove tecnologie green che si sono sviluppate tantissimo in questi anni, nonché da una razionalizzazione degli spazi e delle infrastrutture.

Solo avendo ben presente i tempi di rientro economico e questi vantaggi, i grandi Committenti, sia privati che pubblici, potranno pensare seriamente alla progettazione di importanti interventi di riqualificazione che, ovviamente, non dovranno e non potranno più essere pensati come semplice “restyling conservativo” dei centri urbani (con costi elevatissimi e risultati a volte discutibili) bensì, come estese operazioni di decommissioning di infrastrutture ed alloggi, associate a grandi progetti di ricostruzione. Questo permetterebbe di annullare il consumo del territorio, dando comunque linfa vitale al comparto delle costruzioni e renderebbe anche più funzionale ed economico da gestire il suolo già consumato.

Oggi con NAD siamo impegnati nella divulgazione della cultura della demolizione o meglio del decommissioning come attività specialistica che, se fatta da operatori qualificati, minimizza gli impatti di questa attività sul territorio e soprattutto, su quelli che vengono definiti i recettori sensibili. Molto spesso, infatti, anche l’aspetto della demolizione intesa come attività invasiva, poco controllabile e addirittura, in alcuni casi, inquinante (e quindi poco compatibile con il contesto urbano), contribuisce nello scoraggiare Committenti e Progettisti nel pensare “in grande” e ad indirizzare i propri sforzi, verso micro interventi che ovviamente non portano ai risultati che tutti noi attendiamo.

Personalmente, assieme a tutto la staff di NAD, siamo impegnati e disponibili nel fare conoscere a Committenti e Progettisti la professionalità delle nostre imprese e le tecniche e le tecnologie che abbiamo sviluppato in anni di confronto interno e con il mercato estero. Il nostro knowhow e le nostre tecnologie sono oggi in grado di rendere compatibile con il contesto urbano anche opere di demolizione estese che stanno alla base di un concreto programma di riqualificazione energetico ed ambientale di alcune delle nostre periferie e che potrebbe essere uno dei motori del comparto edilizio dei prossimi anni.

NAD ha partecipato al SAIE ACADEMY del 2014 per parlare di progettazione di interventi di demolizione. Qual è l’istruzione per l’uso che avere portato e perché è importante che la demolizione sia considerata un’attività specialistica?

NAD è stata fondata dodici anni fa dalle principali imprese che operavano in maniera specialistica nel mercato delle demolizioni in Italia. Uno dei primi argomenti che è stato posto sul tavolo della Commissione Tecnica è stato proprio quello relativo alla progettazione. Nel mondo delle costruzioni la progettazione è regolamentata anche da precise norme di legge. Se proviamo a progettare una demolizione con i contenuti di tali norme, ci renderemo subito conto del fatto che sono praticamente inapplicabili, tant’è che oggi l’art. 151 del D. Lgs. 81/08 liquida la questione dicendo che “La successione dei lavori deve risultare da apposito programma contenuto nel POS”. Le imprese che operano nel settore delle demolizioni hanno però da subito compreso quale sia lo stretto legame tra Progettazione – Pianificazione – Sicurezza, per cui già le stesse imprese, pur non essendo specificatamente richiesto da norme o leggi, si sono rivolte a tecnici e progettisti per eseguire veri e propri progetti di demolizione che, oltre prendere in esame la successione dei lavori più corretta al fine di garantire la piena esecuzione a regola d’arte e in sicurezza del lavoro, si spingono ben oltre. Mi piace evidenziare una delle principali differenze tra la progettazione per la costruzione e quella per la demolizione: nel primo caso il progetto pone la massima attenzione sul “cosa” viene costruito, nel secondo caso il progetto pone la massima attenzione sul “come” viene demolito.
Il messaggio chiaro ed inequivocabile che NAD vuole trasmettere è che solo chi è specializzato nelle demolizioni ha la sensibilità, l’organizzazione e gli strumenti per eseguire correttamente la progettazione e la pianificazione di un intervento di demolizione che, in una parola unica, si traduce in “sicurezza” e che per i motivi appena illustrati, si differenzia in modo sostanziale dall’approccio utilizzato nelle tecniche di costruzione.


Al SAIE 2015 attraverso iniziativa RcomeCantiere proseguirà l’approfondimento sul tema, sia per quanto riguarda la demolizione di interi edifici che la microdemolizione, ossia gli interventi all’interno dei microcantieri di ristrutturazione edile. Qual’è la posizione di NAD su questo tipo di mercato, anche questi piccoli cantieri dovrebbero essere gestiti da aziende specializzate per quanto riguarda la demolizione?

Il mercato di quella che viene chiamata micro demolizione è molto vasto e può portare ad interpretazioni non corrette. Un conto infatti è la microdemolizione eseguita in contenesti civili o industriali standard, finalizzata a piccole o limitate attività di ristrutturazione. In questo caso appare ovvio come gli aspetti critici di queste attività siano limitati e tranquillamente gestibili da qualsiasi impresa seria che opera sul mercato. Diverso è quanto si utilizza la tecnica della micro demolizione (intesa come tale perché eseguita con macchine di piccole dimensioni con allestimenti speciali come ad esempio radiocomandi, alimentazione elettrica, utensili particolari, ecc.), finalizzata ad interventi in ambienti particolari con elevate criticità derivati dall’ambiente in cui si opera o dal contesto in cui sono collocate (mi riferisco ad esempio ad interventi di micro demolizione nel settore nucleare, petrolchimico, industriale o delle infrastrutture in generale). Analogamente quando la tecnica di micro demolizione non viene utilizzata per minimizzare l’impatto invasivo della demolizione, ma viene impiegata su larga scala come ad esempio nella demolizione parziale o totale dei grandi edifici nei centri urbani, allora in questi casi si rende assolutamente necessario affidarsi ad imprese qualificate in grado di eseguire una puntuale progettazione e pianificazione dell’intervento, offrendo garanzia della corretta gestione di tutte le criticità che sono legate ad interventi di questo tipo.
 


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