Come risanare edifici esistenti per raggiungere classi acustiche e termiche più elevate

Come risanare edifici esistenti per raggiungere classi acustiche e termiche più elevate
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fotovoltaico, incentivi, involucro, isolamento acustico, isolamento termico, materiali

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Quali sono gli interventi funzionali a risanare gli edifici esistenti per raggiungere classi acustiche e termiche più elevate? Criticità e opportunità.
Un dossier, tratto da neo-eubios 34 www.anit.it , fa il punto.

A cura di Matteo Borghi, Gruppo di acustica ANIT – Associazione nazionale per l‟isolamento termico e acustico, Milano


1. Premessa

La norma UNI 11367 [1] per la classificazione acustica delle unità immobiliari offre l‟opportunità, a chi costruisce un nuovo edificio, di impostare la progettazione e la scelta dei sistemi costruttivi per raggiungere le classi acustiche più elevate. Quando il mercato verrà sensibilizzato su questo argomento anche i proprietari di edifici esistenti potranno valutare la possibilità di migliorare le prestazioni dei propri immobili per ottenere miglior comfort acustico e conseguente maggiore valore economico per la loro abitazione. In aggiunta a ciò i provvedimenti legislativi sui ben noti incentivi fiscali del 55% [2] hanno attivato un ampio mercato di interventi volti al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Ma quali sono i sistemi costruttivi che consentono di “risanare” energeticamente e acusticamente gli edifici esistenti? È possibile raggiungere le classi elevate indicate nella norma UNI 11367? E soprattutto, interventi di isolamento termico come incidono sulle prestazioni di isolamento acustico?
In questo articolo si espongono alcune considerazioni per le soluzioni tecnologiche attualmente presenti sul mercato. Vengono indicate per ogni tipologia di intervento le criticità di applicazione e la possibilità di ottenere risultati significativi, oltre ad alcuni risultati concreti ottenuti su un edificio riqualificato. Le considerazioni sono state elaborate e condivise tra i partecipanti al Gruppo di acustica ANIT. Gruppo che ha lo scopo di contribuire attivamente alla diffusione, promozione e sviluppo dell‟isolamento acustico nell‟edilizia e al quale aderiscono soci aziende e soci individuali ANIT.

2. Contropareti e controsoffitti in lastre continue.

Nel caso si intenda migliorare l‟isolamento ai rumori aerei o ridurre la trasmittanza termica di una partizione esistente, intervenendo dall‟interno dell‟abitazione, la soluzione tecnologica maggiormente utilizzata consiste nel posare contropareti o controsoffitti in lastre continue accoppiate a materiale isolante in intercapedine. Sul mercato esistono varie tipologie di lastre e di materiali isolanti. Le contropareti possono essere autoportanti, montate cioè su struttura metallica indipendente, o direttamente applicate alla partizione con colla o tasselli antivibranti.
Tale tecnologia consente di ottenere con spessori sostanzialmente contenuti (indicativamente maggiori di 4 cm) significativi incrementi di isolamento, sia termico che acustico.
In merito al controllo dei rumori l‟entità del miglioramento dipende dalla tipologia di controparete adottata, dalle caratteristiche della partizione esistente, dall‟incidenza delle trasmissioni laterali e di eventuali ponti acustici oltre, ovviamente, dalla corretta posa in opera della struttura.
Analizzando i risultati di prove di laboratorio [3] e di prove in opera [4] è possibile verificare come interventi di questo tipo possano determinare sensibili incrementi di potere fonoisolante della partizione, anche superiori a 10 dB. Materiali isolanti eccessivamente rigidi e non fonoassorbenti, o posa in opera scorretta, possono però anche causare peggioramenti dell‟isolamento acustico della struttura. Tale condizione può essere verificata anche mediante i metodi di calcolo previsionale proposti nella norma UNI EN 12354-1 [5] e nel rapporto tecnico UNI TR 11175 [6].
I controsoffitti inoltre sono in grado di contribuire in modo significativo anche all‟isolamento ai rumori da calpestio del piano soprastante. L‟entità del miglioramento dipende molto dall‟incidenza delle trasmissioni laterali sulle pareti verticali.

In merito invece alle prestazioni di isolamento termico il risultato finale deriva principalmente dalla tipologia e dallo spessore di materiale isolante utilizzato. Nel caso si realizzino contropareti o controsoffitti isolanti su partizioni a contatto con l‟esterno, è necessario verificare il comportamento della parete ai fini del rischio di condensazione interstiziale e valutare l‟opportunità di inserire in stratigrafia una eventuale barriera a vapore. Materiali molto permeabili al vapore infatti possono comportare elevato rischio di condensa interstiziale.
Tra le criticità di applicazione dei controplaccaggi nelle abitazioni, si riscontra principalmente il fatto che una controparete riduce lo spazio abitabile all‟interno dell‟ambiente e gli interventi maggiormente performanti, che richiedono in genere spessori più elevati, non sempre sono proponibili. In particolare i controsoffitti non possono essere adottati se l‟altezza netta interna dei locali è già pari ai valori limite imposti dai regolamenti comunali. D‟altro canto però edifici esistenti costruiti negli anni „60 e „70, per i quali vengono generalmente richiesti il maggior numero di interventi di recupero, sono caratterizzati da spazi interni e volumi di dimensioni superiori rispetto agli attuali valori minimi di legge.
Infine una questione di non secondaria importanza riguarda il fatto che in certi casi l‟intervento deve essere realizzato nell‟unità immobiliare del disturbante. Ad esempio, nel caso debba isolare con un controsoffitto un solaio molto leggero rispetto ai rumori del vicino al piano sottostante, necessariamente dovrei “disturbare il disturbante”, con tutte le difficoltà che questo può comportare.

3. Interventi su solai di separazione tra unità immobiliari
Interventi su solai di separazione tra unità immobiliari possono riguardare il miglioramento delle prestazioni di isolamento termico della struttura, ad esempio per ottenere trasmittanze pari o inferiori a 0,8 W/m2K come imposto per le ristrutturazioni dal DPR 59/2009 [7] o, più frequentemente, l‟incremento dell‟isolamento ai rumori.
Oltre ai già citati controsoffitti possono essere realizzati massetti galleggianti, massetti a secco, posa di materiale isolante in basso spessore al di sotto del materiale di rivestimento (piastrelle o parquet) o posa di rivestimenti “resilienti” quali gomma o moquette. Questi interventi determinano un sostanziale incremento di isolamento ai rumori da calpestio rispetto ai vicini al piano sottostante e, per alcune tecnologie, anche incremento del potere fonoisolante del solaio.
In merito alla prestazione di isolamento termico il risultato dipende dalla tipologia e dallo spessore dei materiali in stratigrafia. Va indicato però che la prestazione isolante del solaio di separazione tra due unità immobiliari, entrambe riscaldate, rientra in modo marginale nel calcolo della classe energetica dell‟appartamento. Viene considerata solo la sua influenza sulla capacità termica dell‟unità immobiliare. Di fatto quindi non vi sono specifiche ragioni che incentivino un sensibile incremento dell‟isolamento termico di queste partizioni.
La scelta di quale intervento adottare dipende da vari fattori, primo fra tutti la possibilità di intervenire o meno in modo sostanziale sul solaio. Ad esempio, nel caso non si abbiamo a disposizione gli spessori necessari, le tecnologie del massetto galleggiante o del massetto a secco, posate sulla stratigrafia esistente, risultano in alcune situazioni non attuabili. È generalmente più semplice rivestire l‟esistente con un pavimento flottante. Anche questa tecnologia consente di ottenere sensibili incrementi di isolamento al calpestio. Ad esempio la posa di un parquet su uno strato di polietilene di tipo adeguato permette di rilevare miglioramenti ai rumori da calpestio anche superiori a 10-15 dB. Anche materiali appositamente studiati come sottopiastrella permettono di ottenere risultati significativi. Le prestazioni variano in base al materiale isolante, al rivestimento utilizzato e alle caratteristiche del solaio esistente.
La principale criticità alla realizzazione di un intervento di isolamento ai rumori da calpestio, sul pavimento della propria unità immobiliare, riguarda il fatto che chi realizza l‟opera limita il proprio disturbo verso i vicini. In tal senso molti committenti considerano una spesa non giustificata un intervento di questo tipo. In aggiunta a ciò si evidenzia che, se si considera la procedura proposta in UNI 11367, la diminuzione del proprio disturbo da calpestio verso gli appartamenti vicini non comporta miglioramenti per la classe acustica della propria abitazione. Anche questo potrà disincentivare la realizzazione di interventi sull‟esistente.
L‟ipotesi di intervenire con tecnologie anticalpestio sul pavimento dei vicini al piano soprastante risulta invece nella maggioranza dei casi non attuabile.

4. Serramenti.
La sostituzione dei serramenti è stato uno degli interventi maggiormente realizzati negli ultimi anni grazie agli incentivi fiscali statali. Le operazioni sono state quindi eseguite considerando principalmente le prestazioni di isolamento termico dei nuovi infissi. Meno quelle di isolamento ai rumori. I nuovi serramenti sono generalmente caratterizzati da bassa permeabilità all‟aria, vetri doppi con trattamento basso emissivo, gas isolante in intercapedine e bassa trasmittanza del telaio. In tal senso offrono ottimo isolamento termico e, nella maggioranza dei casi, anche sensibile incremento di isolamento acustico di facciata rispetto alla situazione precedente. Se si intendono però raggiungere le prestazioni di isolamento ai rumori delle classi più elevate, proposte nella UNI 11367, si dovranno generalmente adottare lastre vetrate di tipo stratificato e valutare con attenzione anche le prestazioni di eventuali “piccoli elementi” quali cassonetti o bocchette di aerazione. Indicativamente comunque, se si installano su facciate di edifici esistenti, generalmente caratterizzate da elevata massa, infissi adeguati è possibile ottenere in opera anche prestazioni in classe I (D2mnTw ≥ 43 dB)
Tra le criticità “acustiche” per questo tipo di intervento, spesso evidenziate dai proprietari degli immobili che lo hanno eseguito, si segnala che l‟incremento di isolamento acustico di facciata comporta in generale un abbassamento del livello di rumore di fondo all‟interno dell‟abitazione e, di conseguenza, una migliore percezione del disturbo generato dai vicini di casa. Per questa indicazione però va specificato che il problema non rientra nella determinazione della classe acustica dell‟immobile e, di conseguenza, riguarda marginalmente gli argomenti trattati in questo articolo.
Tra le criticità “termiche” invece la forte diminuzione della permeabilità all‟aria degli infissi determina, se l‟aria non viene ricambiata in modo adeguato da chi abita l‟unità immobiliare, un conseguente incremento dell‟umidità relativa negli ambienti e il rischio di formazione di muffe e condense all‟interno degli ambienti.

5. Isolamento a cappotto
Negli ultimi anni gli incentivi fiscali e le nuove prescrizioni di isolamento termico degli edifici hanno determinato la ripresa degli interventi di isolamento a cappotto esterno sulle pareti perimetrali degli immobili esistenti. Tale tecnologia contribuisce sensibilmente al raggiungimento delle classi termiche più elevate se si adottano materiali isolanti di adeguata tipologia e spessore.
Dal punto di vista dell‟isolamento acustico è stato invece evidenziato da risultati di prove di laboratorio [8, 9] come, in alcuni casi, un rivestimento isolante con materiali rigidi possa innescare fenomeni di risonanza e conseguente peggioramento del potere fonoisolante della struttura. L‟entità del peggioramento, generalmente piuttosto limitata o inesistente se si considerano pareti esterne di elevata massa ed alti spessori di materiale isolante, dipende principalmente dalle proprietà fonoisolanti della parete esistente e dalla rigidità del materiale utilizzato.
Cappotti in materiale “elastico”, come ad esempio pannelli in materiale fibroso o in polistirene espanso sinterizzato elasticizzato, invece possono incrementare il potere fonoisolante della struttura. Analogamente a quanto indicato in precedenza l‟aumento della prestazione dipende dal tipo di materiale isolante e dalle caratteristiche della parete esistente.
È però ben noto il fatto che l‟isolamento acustico di facciata dipende in larga parte dalle prestazioni dei serramenti più che da quelle della parte opaca. Pertanto la scelta del materiale isolante sarà determinata dai risultati di classe acustica che si intendono ottenere in opera.

6. Intervento sugli impianti idrici
Nel caso vengano realizzati sostanziali interventi di ristrutturazione all‟immobile, è possibile ridurre la rumorosità degli impianti idrici di adduzione e scarico delle acque adottando opportune tubazioni e desolidarizzandole rispetto agli elementi murari. È inoltre possibile utilizzare galleggianti di tipo silenziato per minimizzare la rumorosità generata durante il carico idrico della cassetta WC.
Tali interventi però, come per le soluzioni anticalpestio, consentono di limitare la rumorosità di chi effettua la ristrutturazione verso i propri vicini. Non rientrano quindi nella classificazione acustica dell‟immobile e chi realizza le opere può essere non incentivato ad eseguirli.
Eventuali interventi per ridurre la rumorosità di impianti di scarico “altrui” nella propria unità immobiliare risultano generalmente piuttosto difficili da attuare se si considera l‟impossibilità di intervenire direttamente sulla sorgente di rumore e la difficoltà di individuarla con esattezza.

7. Ventilazione meccanica degli ambienti

La ventilazione meccanica degli ambienti è un intervento realizzato per il mantenimento dell‟igiene e salubrità ambientale e per limitare possibili problemi di muffa e condensa all‟interno delle unità immobiliari. In aggiunta, se si adottano sistemi con scambiatore di calore, consente di raggiungere le classi energetiche più elevate in quanto può ridurre le dispersioni di calore determinate dall‟apertura manuale dei serramenti.
In merito al tema dell‟isolamento dai rumori un sistema di ventilazione, se non correttamente progettato e installato, può comportare alcune criticità. Occorre evidenziare che, in caso vengano adottati sistemi a semplice flusso, le fessure di ingresso aria in facciata necessarie per richiamare l‟aria esterna, nel caso non siano di tipo silenziato, possono determinare perdite di isolamento della partizione e conseguente peggioramento del valore di classe acustica.
In merito alla rumorosità interna agli ambienti invece sistemi di ricambio aria caratterizzati da ventilatori rumorosi, eccessiva velocità dell‟aria e canali non silenziati, possono determinare un disturbo continuo all‟interno degli ambienti non sempre accettato dagli utenti finali. Inoltre l‟installazione di un sistema di ventilazione richiede di rialzare, indicativamente di almeno 5 mm, le soglie delle porte dei locali per consentire il ricircolo dell‟aria tra gli ambienti. Tale accorgimento può comportare diminuzione dell‟isolamento tra gli ambienti abitativi interni all‟unità immobiliare.
Anche per queste ultime due “criticità” però va evidenziato che, anche se presenti, di fatto non comporterebbero variazioni di classe acustica dell‟appartamento, non rientrando nella procedura di classificazione.

8. L’esempio di Casakyoto
A quali classi acustiche possiamo sperare di arrivare se eseguiamo interventi su edifici esistenti? Sulla base di quanto indicato in precedenza si capisce che risulta molto difficile dare una risposta univoca a questa domanda. L‟entità del miglioramento dipende principalmente dalla tipologia di interventi che si possono eseguire, considerando anche l‟eventuale possibilità di operare negli ambienti disturbanti.
I risultati ottenuti sull‟edificio Casakyoto [10], un intervento di ristrutturazione patrocinato da ANIT, consentono però di evidenziare come anche edifici esistenti possono conseguire valori d‟isolamento acustico d‟eccellenza.
Casakyoto è una villetta unifamiliare a Gavirate, in provincia di Varese, edificata nel 1928. L‟abitazione è stata recuperata e trasformata in un immobile ad elevato risparmio energetico e comfort acustico. Tra gli interventi eseguiti vi sono il rivestimento della facciata esistente con un cappotto in polistirene espanso sinterizzato addittivato con grafite dello spessore di 22 cm, la sostituzione dei serramenti con nuovi infissi in PVC dotati di vetri tripli, l‟isolamento termico e acustico dei solai divisori tra piani, l‟adozione di sistemi di scarico silenziati, l‟inserimento negli ambienti di vita di un impianto per la ventilazione meccanica controllata a doppio flusso con recuperatore di calore e l‟isolamento degli ambienti sottotetto e interrati. L‟edificio è quindi passato dalla classe energetica G alla classe energetica A secondo lo schema di classificazione proposto dalla Regione Lombardia.
In merito all‟isolamento acustico si riportano di seguito i risultati rilevati in opera per le soluzioni tecnologiche adottate per ridurre il disturbo da calpestio dei solai (realizzate anche se si tratta di una singola unità immobiliare) e per l‟incremento dell‟isolamento acustico di facciata.

La stratigrafia del solaio esistente è costituita da 1 cm di intonaco in intradosso, tavelloni da 12 cm, 4 cm di getto di completamento e 1,5 cm di marmette a rivestimento. Tale struttura risultava caratterizzata da un indice di livello di rumore da calpestio normalizzato rispetto all‟assorbimento acustico rilevato (L‟nw) pari a 80 dB.
Sul solaio divisorio tra piano terra e piano primo è stato posato all‟intradosso un controsoffitto a singola lastra in gesso rivestito, distaccata di 14 cm dalla struttura soprastante senza materiale fonoassorbente in intercapedine, e all‟estradosso un massetto a secco, costituito da 6 cm di perlite espansa, rivestito superficialmente da una lastra in gesso fibra da 1,8 cm. La nuova stratigrafia, prima della posa dei rivestimenti a pavimento, ha determinato un livello di calpestio pari a 57 dB (Fig. 1).

Figura 1
Figura 1 – Confronto tra livelli di calpestio prima e dopo aver eseguito gli interventi

Il solaio tra piano primo e piano secondo è stato invece realizzato ex novo con una soletta in laterocemento dal tipo 20+4. Ad essa sono stati applicati differenti tipologie di interventi.
In alcune stanze è stato posato all‟intradosso, in sostituzione dell‟intonaco, un controsoffitto a singola lastra in gesso rivestito, posta in aderenza alla struttura muraria, e all‟estradosso un massetto a secco costituito da 5+5 cm di perlite espansa, (con lastra in gesso rivestito intermedia), e finitura con lastra in gesso fibra da 1,8 cm. Tale soluzione, prima della posa dei rivestimenti a pavimento, ha determinato un livello di calpestio pari a 53 dB (Fig. 2).
In altri locali invece è stato realizzato un controsoffitto a singola lastra in gesso rivestito, distaccato di 14 cm dalla struttura soprastante e privo di materiale fonoassorbente in intercapedine e, all‟estradosso, uno strato di 7 cm di calcestruzzo alleggerito a copertura degli impianti e un massetto galleggiante in sabbia e cemento da 5 cm, posto su un materiale elastico anticalpestio a tre strati, costituito da polietilene espanso reticolato fisicamente accoppiato a fibre in poliestere. Quest‟ultima stratigrafia, rivestita con un parquet da 1,5 cm flottante su 3 mm di polietilene espanso, ha raggiunto un livello di calpestio L‟nw pari a 41 dB (Fig. 2).

Figura 2
Figura 2 – Confronto tra livelli di calpestio rilevati in opera

Si evidenzia che quest‟ultima stratigrafia ha comportato non pochi problemi per la misura in opera. Per riuscire a percepire con chiarezza il rumore da impatto generato dalla sorgente normalizzata di calpestio, inizialmente sovrastato dal rumore aereo della macchina, è stato necessario isolare in modo adeguato le porte di ingresso agli ambienti abitativi.
In merito alle facciate invece la sostituzione dei serramenti esistenti, in legno a vetro singolo, con nuove finestre in PVC a vetro triplo 4-12-4-12-4 e l‟applicazione dell‟isolamento a cappotto, ha determinato una variazione di isolamento D2mnTw da 29 a 42 dB [10] (Fig. 3).

Figura 3
Figura 3 – Confronto tra isolamenti di facciata prima e dopo aver eseguito gli interventi

I dati sopra riportati possono essere considerati poco significativi, se riferiti alla classificazione acustica dell‟intero immobile, in quanto riguardano singole partizioni e non sono corretti con l‟incertezza di misura. Hanno però lo scopo di evidenziare come interventi sull‟esistente possono consentire di raggiungere agevolmente anche le classi più elevate proposte nella norma UNI 11367.

9. Conclusioni
Le indicazioni riportate nei paragrafi precedenti mostrano che la nuova norma UNI 11367 per la classificazione acustica delle unità immobiliari può essere considerata una forte opportunità per il mercato degli interventi di ristrutturazione. Potrà essere utilizzata per migliorare le prestazioni acustiche degli edifici esistenti e per incrementarne il valore economico.
Raggiungere le classi migliori non è semplice ma in molti casi è possibile. Occorre però un‟attenta analisi, mediante sopralluoghi e misurazioni, della situazione esistente, un adeguato progetto acustico e una conseguente corretta posa in opera di materiali e sistemi costruttivi.
In alcuni casi gli interventi di isolamento termico, incentivati negli anni passati dalle detrazioni fiscali, possono contribuire positivamente anche all‟isolamento ai rumori.
Per incrementare l‟efficacia della nuova norma sarà però opportuno inserire in futuro ulteriori prescrizioni relativamente all‟isolamento dei rumori “generati” dal proprietario dell‟immobile verso i vicini, al disturbo tra ambienti interni all‟unità immobiliare e al disturbo dal rumore di impianti a funzionamento continuo a servizio dell‟abitazione. In tal modo potranno essere incentivati interventi per l‟isolamento al calpestio, sugli impianti tecnologici e sulle partizioni interne.
Una prima ipotesi potrebbe essere quella di prevedere classi acustiche con nomi differenti (ad esempio I+, II+, ecc.) per quelle abitazioni che determinano in aggiunta anche prestazioni adeguate per gli argomenti citati.
Tutte le considerazioni sopra riportate però hanno senso se e solo se verrà concretamente attivato il processo di classificazione acustica degli edifici.

Occorrono quindi nuovi provvedimenti legislativi, che impongano limiti cogenti sugli edifici di nuova costruzione, e forte sensibilizzazione degli utenti finali sulle prestazioni di isolamento acustico degli immobili.

10. Bibliografia
[1] UNI 11367:2010, Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera
[2] Legge 24 Dicembre 2007, n. 244, Legge finanziaria 2008
[3] Di Bella A., Granzotto N., Analisi comparativa delle tecniche di miglioramento del potere fonoisolante di partizioni verticali, Atti del 36° Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana di Acustica, Torino, 10-12 Giugno 2009
[4] Pelucchi F., Interventi di ripristino nel caso di difetti di posa in opera, Atti della Convention Nazionale del Gruppo di Acustica Edilizia dell'Associazione Italiana di Acustica, Ferrara, 11–12 marzo 2009
[5] UNI EN 12354-1, Acustica in edilizia - Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti - Isolamento dal rumore per via aerea tra ambienti
[6] UNI TR 11175, Guida alle norme serie UNI EN 12354 per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici - Applicazione alla tipologia costruttiva nazionale
[7] Decreto del Presidente della Repubblica del 2 aprile 2009, n. 59, Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.
[8] Fabio Scamoni F., Scrosati C., Effetti dell’essiccazione sul potere fonoisolante di pareti in muratura, Atti del 35° Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana di Acustica, Milano, 11-13 giugno 2008
[9] Baruffa R., Bruschi A., Acustica nei componenti edilizi, Dario Flaccovio Editore, 2010, p. 165-185
[10] Benedetti S., Borghi M., Panzeri A., Cerniglia A., Un edificio a basso consumo in Classe A è anche isolato acusticamente? Considerazioni sull'argomento e risultati di prove in opera, Atti del 36° Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana di Acustica, Torino, 10-12 Giugno 2009