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#Certificazione. CAM e EPD, una svolta che premia l’edilizia green.

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Certificazione. CAM e EPD, una svolta che premia l’edilizia green.
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Inertia 2016 (21-23 settembre, Ferrara Fiere, www.inertiaexpo.com), la sezione speciale di RemTech Expo dedicata agli appalti verdi e agli aggregati riciclati, si conferma la sede di confronto più specializzata, in Italia, sulle prospettive dell’edilizia green.

logo inertiaIl futuro dell’impiego degli aggregati riciclati e artificiali è il tema che, nella mattinata di giovedì 22 settembre, verrà affrontato da rappresentanti dei Ministeri dell'Ambiente e della Salute, con approfondimenti del regolamento REACH e della cessazione della qualifica di rifiuto, mentre la Direzione Generale GROW della Commissione europea porrà l’accento sul proprio protocollo di gestione dei rifiuti da C&D, e ISPRA e ANPAR focalizzeranno il ruolo del decreto End of Waste per la soluzione dei problemi del settore.

Le opportunità di promozione degli aggregati riciclati nelle gare d’appalto della pubblica amministrazione saranno introdotte dal MATTM e poi trattate da due aziende leader, MWH e ICMQ, che interverranno, in particolare, sulla certificazione delle infrastrutture sostenibili.

Come sottolinea Ugo Pannuti, Responsabile della certificazione di prodotto volontario di ICMQ S.p.A., “il decreto del 24 dicembre 2015 sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresenta una novità molto importante. Il Ministero ha, infatti, manifestato apertamente l’intenzione di promuovere l’utilizzo di prodotti e materiali sostenibili negli appalti per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici, e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione”.

 

Ingegner Pannuti, che cosa prescrivono esattamente i CAM?

 

Che i principali prodotti e sistemi per le costruzioni abbiano un determinato contenuto di riciclato oppure soddisfino uno specifico criterio ambientale, allo scopo di ridurre l’impiego di risorse non rinnovabili e aumentare il recupero dei rifiuti, nonché di controllare e diminuire gli impatti ambientali. È una chiara dichiarazione di intenti ed è stata seguita anche dall’indicazione degli strumenti necessari per metterla in atto: la convalida dell’asserzione ambientale e della Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD - Environmental Product Declaration). Per essere credibili, entrambe le etichette devono essere verificate da un organismo di parte terza indipendente, che attesti la correttezza dei metodi utilizzati e la veridicità dei dati contenuti.

 

Il possesso dell’EPD può, quindi, fare la differenza?

 

Avere un’EPD convalidata è senz’altro uno degli aspetti premianti ai fini non solo dei CAM, ma anche del sistema di rating per edifici sostenibili LEED® v. 4 e del protocollo per infrastrutture sostenibili Envision. Il settore dell’edilizia sta attraversando un periodo difficile e mai come ora il produttore ha la necessità di valorizzare i propri investimenti, promuovendo prodotti e materiali sostenibili, per differenziarsi sul mercato e non essere tagliato fuori dagli appalti pubblici. E l’EPD serve proprio a questo, perché permette di evidenziare le caratteristiche ambientali più significative del prodotto, descrivendone gli impatti ambientali, determinati sulla base di uno studio del ciclo di vita LCA (Life Cycle Assessment).

 

Come funziona?

 

È una metodologia di analisi dei processi del produttore “dalla culla al cancello” o “dalla culla alla tomba”, cioè dall’estrazione delle materie prime fino al cancello della fabbrica o alla dismissione del prodotto, passando attraverso le fasi di produzione e uso, e poi alla ricerca degli impatti ambientali, ma anche degli sprechi e delle possibilità di ottimizzazione e risparmio.

 

Il settore delle costruzioni come sta reagendo a questa svolta?

 

A proposito delle EPD, è in atto un processo di armonizzazione da parte dell’associazione ECO Platform, della quale ICMQ è socio fondatore. Nata in sede europea, vi partecipano i maggiori operatori nazionali che gestiscono lo sviluppo e la diffusione dell’EPD, e punta a favorire la comparazione fra Dichiarazioni Ambientali di Prodotto rilasciate da program operator diversi.


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