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#Cantiere. #Scarti. Raccolta e recupero fino al 100%

@saintgobain #Remtech

Cantiere. Scarti. Raccolta e recupero fino al 100%
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 A Inertia 2016 (21-23 settembre, Ferrara Fiere), la sezione speciale di RemTech Expo dedicata agli appalti verdi e agli aggregati riciclati, il tema della sostenibilità sarà al centro della tavola rotonda sulla “Sostenibilità Ambientale delle Grandi Opere”, che coinvolgerà i maggiori player internazionali, gli impianti di selezione e riciclaggio dei materiali più all’avanguardia, le maggiori società di certificazione, i rappresentanti dell’attività estrattiva e delle infrastrutture, le stazioni appaltanti, i general contractor, le strade, le autostrade, le ferrovie e le imprese leader del settore.

Per le imprese, Inertia sarà, ancora una volta, l’occasione per presentare le soluzioni più concrete, performanti e sostenibili, come farà, ad esempio, Saint-Gobain con Life Is.eco (Life for recycling and eco-sustainability) e Gy.eco (Gyproc eco-friendly), pensate per il mondo dell’edilizia.
 

Gy.eco nasce nel 2011 per sviluppare un sistema di gestione e recupero di scarti di sistemi a secco, provenienti dalle attività di posa e post vendita di materiali a base di gesso per l’edilizia. È risultato vincitore del programma Life+ della Commissione europea e rappresenta una soluzione alternativa allo smaltimento in discarica, perché offre un servizio di gestione ecosostenibile incentrato sul trattamento esclusivo degli scarti a base di gesso. Questa operazione consente di recuperare il 95% del materiale di scarto per la produzione di una nuova materia prima equivalente al gesso da cava e costituisce l’unico sistema, in Italia, che assicura al produttore di rifiuti una filiera certificata di gestione di scarti in gesso. Rispetto ai convenzionali sistemi di recupero dei rifiuti, i centri Gy.eco si distinguono per due caratteristiche innovative: sono dedicati esclusivamente al trattamento di rifiuti a base di gesso CER 170802, a garanzia della qualità della nuova materia prima che si produce; sono ubicati all’interno di siti di pertinenza di cave in gesso, scelta che garantisce un sistema a basso impatto ambientale, in quanto le attività di trattamento sono localizzate in aree già antropizzate. Oltre ai centri di trattamento, la rete logistica di Gy.eco è formata da centri di stoccaggio, presenti in tutto il Paese, per la raccolta e il pretrattamento degli scarti a base di gesso provenienti dal settore delle costruzioni e demolizioni (C&D). Questi scarti vengono sottoposti a un sistema di trattamento meccanico che separa la frazione gessosa da quella in carta (il rivestimento del cartongesso). La carta è avviata a operazioni di recupero presso impianti esterni, mentre il gesso è usato come nuova materia prima al posto del gesso naturale, essendo conforme alla normativa di settore del gesso come legante (ISO 1587-1975 “Gypsum rock for the manufacture of binders”). Il servizio Gy.eco si rivolge innanzitutto ai rivenditori di materiali a base gesso affinché, attraverso la creazione di aree di stoccaggio, possano entrare nella rete logistica del servizio, diventando un punto di riferimento per il conferimento dei CER 170802 per i loro clienti. Gy.eco si rivolge altresì alle imprese edili, alle quali offre un servizio di raccolta degli scarti in gesso direttamente in cantiere, e agli impianti di stoccaggio e recupero di rifiuti da costruzione e demolizione, per i quali la gestione dei rifiuti a base gesso implica non pochi problemi, in termini di qualità dei prodotti recuperati e venduti come nuova materia prima.

 

Il progetto Life Is.eco prevede la realizzazione di un sistema integrato di riutilizzo di scarti di fibra di vetro e di membrane bitume-polimero. Tali scarti, caratterizzati da codice CER 170604 per quanto concerne le lane minerali e da codice CER 170302 per quanto concerne gli scarti di guaine bituminose, sono classificati come rifiuti speciali, per i quali, ad oggi, in campo nazionale non esiste altra destinazione se non lo smaltimento in discarica. Questa soluzione è la meno nobile per la gestione dei rifiuti, perché non permette di valorizzarli: basti considerare che circa l’80% delle membrane bituminose è costituito da un materiale legante pregiato e che più del 90% degli isolanti è prodotto da fibra di vetro derivante, a sua volta, da vetro riciclato. Life Is.eco, allineandosi alle direttive europee sulla riduzione dei conferimenti in discarica a favore dell’aumento delle attività di riciclo e della riduzione del consumo di risorse naturali, mira a creare un ciclo virtuoso di riutilizzo di questi scarti attraverso la costituzione di due centri per la raccolta, lo stoccaggio, il trattamento e il reimpiego. Gli scarti così valorizzati, dopo essere stati sottoposti a operazioni di trattamento, sono reimmessi nei cicli di produzione dei beni che li hanno generati. Il ciclo di trattamento prevede la lavorazione di rifiuti provenienti da stock non conformi, obsolescenze e sfridi di produzione che, sotto forma di flocculi, sono reimmessi nel ciclo di produzione di nuovi pannelli isolanti. Un centro di recupero delle membrane bituminose sarà inaugurato dopo l’estate e lavorerà gli scarti di produzione provenienti dal settore delle costruzioni e demolizioni. Questi ultimi saranno raccolti presso impianti di stoccaggio regolarmente autorizzati, presso i quali i produttori di rifiuti (imprese di costruzione e applicatori) potranno conferire gli scarti di lavorazione, che poi saranno convogliati presso il centro di recupero per la valorizzazione. Il sistema logistico dei centri di raccolta per il conferimento degli scarti è garanzia dell’implementazione di una filiera certificata di trattamento dei rifiuti di membrane bituminose. I produttori di rifiuti potranno, infatti, facilmente individuare la piattaforma più prossima alla loro attività per conferirvi i rifiuti, che saranno, quindi, sottoposti a un ciclo di recupero al 100% ecosostenibile, finalizzato alla valorizzazione del rifiuto come nuova materia prima. La valenza ambientale del progetto Life Is.eco e la sua innovazione sul territorio nazionale sono state riconosciute a livello europeo. L’iniziativa è, infatti, risultata tra quelle selezionate e finanziate nell’ambito del programma Life+ dell’Unione Europea, uno “strumento finanziario per l’ambiente” dedicato ai progetti che contribuiscono alla conservazione delle risorse naturali e allo sviluppo di approcci e tecniche innovativi di salvaguardia ambientale.


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