Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies tecnici. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookies Policy    

Beni culturali. Dagli Architetti l'invito a coniugare tutela e riuso

#beniculturali #riuso @cnappc

Beni culturali. Dagli Architetti l'invito a coniugare tutela e riuso
Vota questa notizia (1 voti):


Condividi:
      
Invia ad un amico
Stampa



Architetti. La tutela dei beni culturali si coniughi con il riuso delle aree urbane
“Serve una nuova politica di tutela dei monumenti, dei beni architettonici e paesaggistici  che tenga conto dei nuovi paradigmi di riduzione del consumo del suolo e di riuso delle aree urbane, di comfort abitativo ma anche di innovazione tecnologica e della necessità, improrogabile, del risparmio energetico. Così come cambiano l'urbanistica e l'architettura, deve cambiare anche l'approccio alla tutela, valorizzando i principi di riuso dell'esistente e coniugando la tutela di edifici e paesaggi con la vita contemporanea”.
Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori nel corso del convegno "Il nuovo futuro dell'antico - La riforma Franceschini".

 “Non è più tempo di contrapposizioni ideologiche tra chi vuole demolire e chi considera intoccabile qualunque preesistenza: è tempo, invece, di una discussione aperta e senza pregiudizi culturali  - nella quale gli architetti sono impegnati in prima linea -  che tenga anche conto del fatto che senza la collaborazione dei cittadini, la tutela dei centri e dei borghi storici è impossibile. Per rendere partecipe dello sviluppo il meraviglioso sistema dei centri storici minori italiani che sono stati abbandonati per costruire orribili sobborghi, si deve  incentivare - anche fiscalmente - il loro riuso, così come creare le condizioni perché in quei luoghi si torni a vivere e a lavorare”.

 “Dove c'è la vita normale dei cittadini -  continua Freyrie -  devono esserci tutela e  manutenzione, ma anche le condizioni tecniche, scientifiche e culturali perché la vita contemporanea riusi la storia: il rischio - altrimenti - è quello della museificazione  e di comportamenti simili a quelli  delle comunità hamish degli Stati Uniti che continuano a vivere in un passato che intorno a loro nemmeno esiste più”.

 “Tra le priorità - secondo il presidente degli architetti italiani - quelle che le Soprintendenze tornino a indirizzare energie e competenze sui progetti di tutela vera e propria e che si liberino dal controllo delle minuzie e dei piccoli interventi reversibili, che rappresentano attualmente  il 70% del loro lavoro; e che, per garantire la conservazione e la valorizzazione del nostro sterminato patrimonio dei beni culturali si ricorra alla collaborazione dei privati perché nessun bilancio pubblico è in grado sostenerne gli immensi costi”.
 “Con un lavoro intelligente e aperto di educazione civica - conclude Freyrie - di linee guida per i progetti, di formazione dei progettisti e di dialogo culturale, si può rinnovare il modello della tutela dei beni architettonici e ambientali che oggi hanno bisogno di meno sottoscrizioni e di appelli sui quotidiani  e di un maggiore e concreto coinvolgimento della comunità dei cittadini”.

Ufficio stampa CNACCP


@edilio_it



Network

Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio Network Edilio



Media Partner

Partner Edilio Partner Edilio Partner Edilio