Architetti: un vademecum sulla riforma delle professioni
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori ha pubblicato sul suo sito (www.awn.it) un vademecum che illustra con domande e risposte tutto ciò che è necessario sapere sulla riforma della professione. Nel vademecum, oltre a spiegare come la riforma sia già legge, essendo stata inserita in quattro diversi provvedimenti di legge (il DL 138/2011 poi diventato Legge 148/2011, art. 3; Legge di Stabilità 183/2011, art.10); DL 201/2011 c.d. "Decreto salva Italia", art. 33; Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, artt. 5 e 9), spiega che si applicano immediatamente, a partire dal 24 gennaio 2012, l'obbligo del contratto scritto e dell'assicurazione obbligatori, contenuti nel DL 1/2012, che potrà essere modificato in fase di conversione. Per quanto riguarda le altre novità previste (formazione, tirocinio, organi di disciplina e pubblicità) la legge prevede che debbano essere integrate negli ordinamenti professionali entro il 13 agosto 2012, mediante regolamenti di iniziativa governativa emessi con Decreto del Presidente della Repubblica. Invece le nuove Società tra Professionisti (STP) dovranno essere regolamentate entro il 12 maggio 2012. Il vademecum spiega poi cosa cambia concretamente con la riforma. “A tutela degli utenti - si legge - vengono introdotti alcuni obblighi per i professionisti e vengono abrogate alcune limitazioni in relazione al "mercato". La peculiarità e il valore di questi cambiamenti si potranno misurare solo con i regolamenti”. Alla domanda: quali nuovi obblighi saranno introdotti?, il vademecum risponde: “Gli obblighi saranno quattro:
2) l'obbligo per i professionisti di seguire corsi di formazione continua permanente, fiscalmente deducibili;
3) l'obbligo per i professionisti di avere e esibire ai clienti un'assicurazione di responsabilità civile professionale, già vigente con il DL 1/2012 a partire dal 24 gennaio 2012;
4) l'obbligo di redigere, con i clienti, contratti scritti rendendo noto "il livello della complessità dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico", già vigente con il DL 1/2012 a partire dal 24 gennaio 2012”.
Le limitazioni che verranno abrogate riguardano invece, in primo luogo, la tariffa professionale, di cui l'obbligo a non andare sotto i minimi era già stato abolito con il Decreto "Bersani" nel 2007, che non potrà essere un riferimento per la contrattazione economica, che è libera, salvo laddove lo chieda il Giudice in caso di contenzioso. In quel caso si usa la tariffa fino a che il Ministero non abbia stabilito nuovi parametri. Il CNAPPC ha chiesto che lo stesso riferimento possa essere utilizzato dalle PA nell'ipotizzare il valore della parcella per stabilire, per gli appalti pubblici, se la gara è sopra o sotto soglia. Perciò ogni architetto userà il metodo di calcolo che riterrà più utile. In secondo luogo si potranno formare Società Professionali, il cui divieto era stato abolito con il decreto suddetto, ma mai regolamentate. Per ora, in attesa di regolamentazione, la legge indica che possono essere fondate nelle diverse forme previste dal Codice Civile (Snc, Srl, ecc), anche con l'ammissione di soci non iscritti all'Albo. In fase di conversione del DL 1/2012 il CNAPPC sta cercando di fare modificare il fatto che il socio non professionsita possa amministrare la STP e avere la maggioranza del capitale. La società è iscritta all'Albo e sottoposta alle norme disciplinari. Rimangono possibili, naturalmente, le altre forme storiche di esercizio professionale: singolo e in cooperativa. Lo studio associato è stato improvvidamente abolito, stiamo cercando di farlo reintegrare. Infine vengono tolte le limitazioni alla pubblicità che viene regolata sulle basi del Codice del Consumo. Infine al quesito sul ruolo che avranno gli Ordini nell'applicazione della Riforma, viene risposto che “il Consiglio Nazionale dovrà redigere le nuove norme deontologiche che dovranno essere approvate dal Ministero della Giustizia e verificate dall'Antitrust; inoltre il Consiglio Nazionale dovrà regolamentare la Formazione Continua Permanente e potrà fare convenzioni sia per l'assicurazione obbligatoria che per il Tirocinio professionale. Gli Ordini provinciali dovranno verificare e validare l'effettiva applicazione delle norme su ogni nuovo aspetto della Riforma”.



