La regione Emilia-Romagna ha redatto un documento fornisce informazioni sulle procedure di vigilanza e controllo delle costruzioni a cittadini, professionisti ed amministrazioni. Un vademecum per rendere più agevole e sicura l'applicazione delle norme per la riduzione del rischio sismico.
Al tavolo della Giunta regionale c'è un disegno di legge per l'estensione della dichiarazione di zona sismica a quasi tutta la Valle d'Aosta.
Obiettivo è la disciplina le attività di vigilanza su opere e costruzioni.
Si tratta di indagini tecniche e geologiche tra le prime in Italia in grado di individuare graficamente le fratturazioni al suolo e le relative faglie sismiche: vere e proprie mappe che rappresentano un importante passo avanti nel campo della prevenzione dei rischi legati alla pericolosita' sismica.
Meno adempimenti burocratici per la realizzazione in zone a bassa sismicità di tutta una serie di piccoli interventi. Con una delibera di Giunta (è la numero 1309 del 6 giugno) la Puglia ha dato il via a una serie di piccole semplificazioni, che implicitamente mandano in pensione una vecchia legge regionale del 1981 e riconducono tutto alla disciplina del Dpr 380/2001.
ENEA è impegnata nel trasferimento delle più avanzate tecnologie antisismiche, già sviluppate per il settore energetico, al settore edilizio per la protezione sismica degli edifici e delle infrastrutture. La messa in sicurezza, il recupero e l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio, in particolare per gli edifici di interesse storico e artistico dei centri storici delle aree geografiche interessate dai terremoti, come il centro dell’Aquila.
Il Friuli Venezia Giulia ripartisce i fondi per l'adeguamento strutturale e antisismico degli edifici scolastici.
Le risorse sono esigue. Viene data, quindi, priorità ai comuni più esposti alla pericolosità di un evento sismico.
Nuova classificazione sismica per il territorio Friuli Venezia-Giulia.
La Giunta regionale ha approvato la delibera che classifica il territorio regionale, per effetto della LR 16/2009 (Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela fisica del territorio).
L’Aquila come laboratorio anche perché L’Aquila si è trasformata nel centro dell’attività edilizia del Paese. Lo dicono con chiarezza i dati forniti dalla Cassa Edile per la sola città de L’Aquila. Dall’Aprile del 2009 a Settembre le ore lavorate sono raddoppiate e da Settembre a Marzo 2010 quasi triplicate. In quest’ultimo semestre sono state quasi 2 milioni. Le imprese impegnate sono passate dalle 285 del Marzo 2009 alle 639 di un anno dopo. I lavoratori sono quintuplicati.