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#Antisismica. Il GLIS per la corretta applicazione delle moderne tecnologie

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Antisismica. Il GLIS per la corretta applicazione delle moderne tecnologie
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di Alessandro Martelli, presidente GLIS e Vicepresidente ASSISi. («GLIS – Isolamento ed altre Strategie di Progettazione Antisismica»); Presidente fondatore ed attuale Vicepresidente e Tesoriere dell’«Anti-Seismic Systems International Society» (ASSISi); membro del Consiglio Direttivo dello Structural Engineers World Congress – Italian Group (SEWC-IG), in rappresentanza del GLIS; membro del Comitato Tecnico-Scientifico del «Coordinamento Nazionale Associazioni di Volontariato per la Prevenzione Sismica e Ambientale» (Co.Prev.); membro della Commissione IPPC («Integrated Pollution Prevention and Control») per la concessione dell’AIA («Autorizzazione Integrata Ambientale») del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM); membro del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca in «Ingegneria Civile, Ambiente e Territorio, Edile e in Chimica» del Politecnico di Bari; membro della Commissione Ambiente del Distretto 2072 del Rotary International.  Fonte: numero di aprile di 21mo Secolo. Per conttatti: marteisso1@gmail.com.

 

Sebbene non si sia ancora visto, nel nostro Paese, alcun segnale che indichi l’avvio di serie politiche di prevenzione sismica (ed anzi, si moltiplichino decisioni sconfortanti, che certamente non premiano chi opera seriamente per la salvaguardia dell’incolumità della popolazione), il GLIS non demorde e, pure nel 2016, continua e continuerà ad operare, tramite una serie di manifestazioni, nella sua opera di informazione dell’opinione pubblica e di formazione dei professionisti che utilizzano moderne tecnologie antisismiche 1-4.

Fra le manifestazioni di informazione già effettuate, con il patrocinio del GLIS, è da citare il Convegno su «Rigenerazione Urbana», promosso dal Distretto 2072 del Rotary International e svoltosi a Modena il 13 febbraio1. Fra quelle di formazione sono da ricordare il Seminario su «Il collaudo il corso d’opera di edifici, di nuova costruzione ed esistenti, di edifici protetti da sistemi di isolamento sismico e dissipativi», da me tenuto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila il 23 febbraio1, e l’Incontro su «Rischio sismico per beni architettonici e beni artistici: resilienze e fragilità», che ha avuto luogo Salone del Restauro di Ferrara l’8 aprile (nell’ambito della XXIII edizione di “Restauro Musei”), con la mia relazione di chiusura su invito su «Tecniche di protezione dei beni artistici dal rischio sismico».

Fra i prossimi eventi già programmati nel 2016 sono poi da menzionare il Seminario su «Costruire ed adeguare simicamente con le moderne tecnologie antisismiche – La prevenzione efficace», che si terrà a L’Aquila il 13 maggio, con il patrocinio del GLIS e della Sezione Territoriale dell’Europa Occidentale (Western European Territorial Section o WETS) dell’ASSISi e relazioni su invito mia e di altri soci dell’associazione, nonché il Seminario annuale GLIS del 2016 su «Edifici ed impianti, di nuova costruzione ed esistenti, e patrimonio culturale, protetti dal terremoto grazie a moderne tecnologie – Normativa, sperimentazione, progettazione, realizzazione, collaudo e monitoraggio sismico», che avrà luogo a Bologna il 16 settembre. Inoltre, in aggiunta agli eventi già citati nel precedente numero di 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia, è già stato previsto, dal Consigliere del GLIS Prof. Stefano Sorace dell’Università degli Studi di Udine, un Seminario, patrocinato dall’associazione, su «Isolamento e dissipazione per la protezione sismica avanzata delle strutture di nuova costruzione ed esistenti», da tenersi a Gemona del Friuli il 14 ottobre, in occasione del quarantennale della seconda scossa del terremoto del Friuli del 1976, con visita al Castello (la cui ricostruzione parziale è stata recentemente completata, utilizzando dissipatori nella cosiddetta “Torre dell’Orologio”, da me collaudata in corso d’opera in luglio 2015 – si vedano le Figure 1-11).

Su questi eventi ed altri già previsti si tratterà nel seguito. Per quanto attiene al convegno di Modena del 13 febbraio, riprenderò il testo di un mio articolo pubblicato in marzo, dapprima nella rivista Villaggio Globale5, poi in Edilio – Edilizia Avanti Veloce di Bologna Fiere6 (tale testo è anche riassunto in una relazione che ho predisposto per l’e-Club del Distretto 2072 del Rotary International7).

Un mio articolo separato riporta alcune informazioni e considerazioni sui terremoti verificatisi a Taiwan il 5 febbraio (di magnitudo M = 6,4), dove la cattiva costruzione ha giocato un ruolo fondamentale, nell’isola di Kyushu (Giappone sud-occidentale) il 14 e 15 aprile (M = 6,1 ed M = 7,0, rispettivamente) ed in Ecuador il 16 aprile (l’evento più violento, M = 7,8). Riguardo ai due terremoti dell’isola di Kyushu, noto che anch’essi ed i loro aftershock hanno provocato gravi danni ed un numero significativo di vittime, sebbene siano stati di magnitudo assai meno elevata di quella dell’evento di Tohoku del 2011 (M = 8,9), il cui epicentro era stato, però, nell’Oceano Pacifico (al largo del Distretto di Sendai, nella parte settentrionale del paese): il sisma di Tohoku, infatti, provocò vittime e danni (inclusi quelli alla centrale nucleare di Fukushima) soprattutto a causa del successivo violento maremoto da esso innescato8. Inoltre, noto che il primo dei due eventi dell’isola di Kyushu è stato caratterizzato da una magnitudo assai inferiore a quelle di due sismi violenti che lo avevano di poco preceduto in Asia, in Afghanistan il 10 aprile (M = 6,6) ed in Myanmar il 13 aprile (M = 6,9), gli ipocentri dei quali, però, erano stati molto più profondi (si veda, in questo numero di 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia, il già citato mio secondo articolo).

1. Il Convegno «Rigenerazione Urbana» di Modena

Come annunciato nello scorso numero di 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia1, il Convegno «Rigenerazione Urbana» si è tenuto a Modena, nella Sala Eventi del Tecnopolo dell’Università di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), il 13 febbraio. Esso è stato organizzato congiuntamente dal Distretto 2072 del Rotary, dall’analogo Distretto del Rotaract, dall’UNIMORE e dall’ENEA, con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (PPC) della Provincia di Modena (che ha assicurato 4 crediti formativi professionali – CFP – agli architetti italiani partecipanti) e della Fondazione Architetti di Reggio Emilia. L’evento è stato patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Modena, dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna (UNIBO), dall’Università degli Studi di Ferrara (UNIFE), dal GLIS, dall’ASSISi-WETS, dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Bologna e dagli Ordini degli Ingegneri delle Provincie di Bologna e Modena. Importanti contributi, che hanno permesso lo svolgimento del convegno, sono stati assicurati dalle società BBOX - Sistema di Monitoraggio Sismico, AeC Costruzioni srl., Ing Ferrari Costruzioni Impianti e Service SPA e Last Minute Market.

Come previsto, dopo gli indirizzi di saluto, portati dal Dott. Paolo Pasini (Governatore del Distretto 2072 del Rotary), dal Prof. Angelo O. Andrisano (Rettore dell’UNIMORE) e dalla Dott.ssa Anna Maria Vandelli (Assessore all’Urbanistica, Edilizia, Politiche abitative ed Aree produttive del Comune di Modena) ed una mia breve introduzione (nella mia qualità di membro della Commissione Ambiente Distretto 2072 Rotary, nonché di Presidente del GLIS e Vicepresidente dell’ASSISi), il convegno si è articolato in due sessioni. La prima è stata presieduta dai Proff. Vincenzo Mallardo (Dipartimento di Architettura, UNIFE, socio del GLIS) ed Angelo Marcello Tarantino (Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, UNIMORE) ed ha incluso interventi del Prof. Loris Vincenzi (Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari", UNIMORE) su «Sicurezza strutturale e vulnerabilità sismica: analisi dei danni provocati dal sisma in Emilia del 2012», del Cap. Ing. Gianluigi Cimino (6° Reparto Infrastrutture dell’Esercito, Past President del Rotaract Club Bologna Est, dottorando all’UNIBO e socio del GLIS e dell’ASSISi) su «Moderne tecnologie antisismiche», del Prof. Filippo Boschi (Dipartimento di Architettura, UNIFE) su «Rigenerazione urbana e patrimonio culturale» e dell’Arch. Elena Candigliota (Centro Ricerche ENEA di Bologna) su «Tecniche geomatiche innovative per l’analisi urbana e la salvaguardia del patrimonio culturale». La seconda, presieduta dal Prof. Fabio Fava (Commissione Ambiente del Distretto 2072 del Rotary e Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’UNIBO) e dall’Ing. Massimo Forni (Centro Ricerche ENEA di Bologna e Segretario Generale del GLIS e dell’ASSISi), ha incluso interventi dell’Ing. Massimiliano Francone (Soluzioni Grandi Clienti, ENEL Energia) su «Proposte ENEL per illuminazione pubblica e mobilità elettrica», dei Proff. Luciano Morselli e Fabrizio Passarini (Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”, UNIBO) su «La gestione sostenibile dei rifiuti», del Prof. Giorgio Prosdocimi Gianquinto (Dipartimento di Scienze Agrarie, UNIBO) su «Orti urbani e reti ecologiche» e la discussione generale. Le conclusioni sono state tratte dal Dott. Pasini e dal Prof. Rino Ghelfi (Presidente della Commissione Ambiente del Distretto 2072 del Rotary, Dipartimento di Scienze Agrarie dell’UNIBO). I lavori si sono conclusi, come previsto, alle 13:00.

Il convegno ha riscosso il gradimento unanime di tutti i presenti (un centinaio) ed un notevole successo da parte dei media5-7,9-26, proponendo all'attenzione della comunità temi e soluzioni su problemi di grande attualità. In particolare gli aspetti energetici e la protezione sismica (due dei temi affrontati a Modena) sono due obiettivi da perseguire congiuntamente, nella progettazione sia dei nuovi edifici che di interventi su quelli esistenti9. Difatti, se è curato soltanto uno dei due aspetti, il rischio è di adottare misure controproducenti per l’altro. Inoltre, rendere un edificio efficiente dal punto di vista energetico spesso implica l’adozione di sistemi ed apparecchiature assai vulnerabili al sisma: pertanto, trascurarne la protezione dal terremoto mette a repentaglio investimenti notevoli. Purtroppo, di ciò ben pochi, almeno sino ad ora, hanno tenuto conto e si continua usualmente a trattare, erroneamente, i due argomenti separatamente. Più in generale11,12,25,26, è da sottolineare che la rigenerazione urbana è un processo articolato, che passa attraverso attività finalizzate, oltre che alla messa in sicurezza e rigenerazione del patrimonio edilizio (in particolare nelle zone a rischio sismico e idrogeologico), anche alla riduzione del consumo del suolo e degli sprechi energetici ed idrici, alla rivalutazione degli spazi pubblici e del verde urbano ed alla razionalizzazione della mobilità urbana e del ciclo dei rifiuti. La rigenerazione urbana riguarda gli interventi di natura culturale, sociale, economica, ambientale, architettonica e strutturale finalizzati ad un incremento della qualità della vita nelle aree soggette a trasformazione. Proprio una visione comprensiva ed integrata della rigenerazione urbana, comunicata con un linguaggio divulgativo per favorirne la massima comprensione ai partecipanti, è stata al centro del convegno di Modena.

Come è stato sottolineato nel Comunicato Stampa degli organizzatori, predisposto dal Distretto 2072 del Rotary in collaborazione con l’UNIMORE e l’ENEA25,26, la quotidianità della vita dell’uomo ovviamente incide sull’ambiente, ma alcuni dati testimoniano quanto l’incidenza delle diverse problematiche trattate a Modena stia aumentando:
• sono attribuibili ai consumi domestici il 16% dell’acqua consumata sul pianeta, il 30% dei rifiuti solidi urbani prodotti, il 50% delle emissioni di anidride carbonica, anidride solforosa, biossido di azoto, gas che contribuiscono all’effetto serra, nonché il 37% dei consumi, a livello mondiale, di energia;
• la progressiva espansione delle aree urbanizzate comporta una forte accelerazione del processo di impermeabilizzazione del suolo, la principale causa di degrado del suolo in Europa (il suolo consumato pro-capite è passato dai 167 m2 del 1950 per ogni italiano, a quasi 350 m2 nel 2013);
• tra il 2008 e il 2013 il fenomeno suddetto ha riguardato mediamente 55 ettari al giorno, con una velocità compresa tra i 6 e i 7 m2 irreversibilmente persi ogni secondo (a livello nazionale il suolo consumato è passato dal 2,7% degli anni 1950 al 7% del 2014);
• negli ultimi 10 anni, il consumo energetico a livello mondiale ha stabilito un incremento pari al 20%, contro un aumento della popolazione del 12% (in Italia i due settori che consumano maggiormente energia sono quello dei trasporti e quello del terziario e residenziale);
• in 2.500 anni, l’Italia è stata interessata da oltre 30.000 terremoti di intensità superiore al IV-V grado della scala Mercalli e da circa 560 eventi di intensità uguale o superiore all’VIII grado Mercalli; solo nel XX secolo, 7 terremoti hanno avuto una magnitudo M uguale o superiore a 6,5 (X e XI grado della scala Mercalli);
• è ormai assodato, da indagini ufficiali (ad esempio, nel 2012, dall’«Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia» della Camera dei Deputati), che il 70-80% dell’edificato italiano non è in grado di resistere a terremoti già avvenuti in passato1.

Le tecnologie per rendere simicamente sicuro l’edificato suddetto esistono ormai da tempo, anche in Italia e, per capire l’importanza della prevenzione, effettuabile grazie all’uso di tali tecnologie, basti ricordare, oltre al risparmio di vite umane, che riparare o ricostruire dopo un terremoto costa almeno il triplo. Per quanto attiene alla prevenzione sismica (argomento con cui si è aperto il convegno di Modena), è poi bene ricordare anche quanto segue5-7.

• Ogni rischio naturale (incluso quello sismico, ma non dimentichiamoci di quello idrogeologico, ad esempio) è la combinazione di almeno 3 parametri:
- la pericolosità (che per il terremoto è il movimento del terreno che ci si può attendere in una data zona, definito in funzione della sua “ritenuta certezza” – Maximum Credible Earthquake, MCE – o della probabilità con cui si stima, con il 10% di errore, che esso possa avvenire entro un determinato periodo, da 50 anni in su);
- la vulnerabilità (che per il terremoto è la capacità delle strutture presenti nella zona considerata di resistere fino al movimento del terreno suddetto);
- l'esposizione, che descrive l'importanza delle strutture in senso lato, cioè in base al valore dei loro contenuti (si pensi, ad esempio, alle scuole, agli ospedali ed ai musei), alle conseguenze del loro danneggiamento (si pensi, ad esempio, agli ospedali, alle prefetture ed agli altri edifici essenziali per la protezione civile, se essi non restano operativi dopo il terremoto) ed alle conseguenze del loro collasso (si pensi, ad esempio, al crollo dei ponti, che rende difficoltosi i soccorsi, e, soprattutto, ai gravissimi disastri, anche ambientali, che possono derivare dal collasso di impianti non solo nucleari – che non abbiamo più –, ma anche chimici a rischio di incidente rilevante, o RIR – che abbiamo eccome, anche in zone ad elevata pericolosità sismica e/o da maremoto, ad esempio a Priolo-Gargallo ed a Milazzo in Sicilia).

• Quanto alla pericolosità sismica (che è definita dai sismologi, i quali fanno parte della categoria dei geologi), gran parte del territorio italiano è stato, è e nuovamente sarà soggetto a terremoti, anche violenti (si stima fino a M = 7,5 in Calabria Meridionale e in Sicilia Sudorientale).
• Circa aree come l’Emilia, contrariamente a quanto l'opinione pubblica da tempo "credeva" (dimenticando la storia) fino ai due eventi di maggio 2012 (avvenuti a pochi giorni l’uno dall’altro), anch’essa non è affatto esente dal rischio sismico, sebbene i terremoti passati risultino, in tale area, essere stati meno violenti rispetto ad altre zone italiane e quelli “significativi” più rari (però si ricordino non solo i 4 anni di continui terremoti del 1570 nel ferrarese, ma anche l'evento ancora più violento, con epicentro nel veronese e di magnitudo probabilmente superiore a M = 6,4, che rase al suolo l'intera pianura padana - da Bologna, a Milano, a Belluno - nel 1117, provocando oltre 30.000 morti).
• Circa la magnitudo, si ricordi che essa non ha un andamento lineare, bensì logaritmico: l’incremento di 1 grado significa un’accelerazione del terreno 10 volte maggiore ed un’energia sviluppata dal terremoto 32 volte maggiore.
• Che i terremoti siano in Emilia rari non vuol che in tale area si possa restare star tranquilli per 500 anni prima di avere nuovamente un terremoto significativo come i due del maggio 2012 (infatti, soprattutto per gli eventi rari, è assolutamente errato basarsi sul cosiddetto "periodo di ritorno" dei terremoti: sono noti troppo pochi eventi per permettere una statistica affidabile).
• Tra l’altro esistono tuttora gravi incertezze sulla pericolosità sismica del territorio italiano (sulla cui definizione i sismologi continuano a litigare fra loro).
• Circa la vulnerabilità sismica, come si è già ricordato, è ormai assodato (si veda la già citata «Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia», effettuata nel 2012 dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e promossa e portata avanti con la mia collaborazione) che, come si è detto, il 70-80% dell’edificato italiano non è in grado di resistere ai terremoti ai quali potrebbe risultare soggetto (e, prima poi, con molto probabilità, lo sarà, se non altro perché questi eventi sono già avvenuti in passato).
• Se non esistesse la suddetta situazione, non ci preoccuperebbero troppo le succitate incertezze sulla pericolosità sismica.
• La gravissima situazione riguardante la vulnerabilità sismica in Italia è una conseguenza della mancanza di percezione, in Italia e a tutti i livelli (cioè a partire dell'opinione pubblica, fino ad arrivare alle Istituzioni), dei rischi (in particolare, ma non solo, sismico).
• Ad aggravare la situazione italiana summenzionata sono il nostro notevolissimo patrimonio culturale (comprese le opere d’arte contenute in musei assai vulnerabili) ed i nostri impianti chimici RIR, pure sismicamente assai vulnerabili e, inoltre, con elevatissima esposizione, situati anche in zone ad elevata pericolosità sismica e/o relativa a maremoti (ad esempio, come si è detto, a Priolo-Gargallo ed a Milazzo).
• La conseguenza di quanto riportato sulla gravissima situazione riguardante la vulnerabilità sismica in Italia è la perdurante mancanza, in Italia, di adeguate politiche di prevenzione (in particolare, ma non solo, sismica).
• Ormai esistono e sono largamente applicati, anche in Italia, efficaci moderni sistemi antisismici (di isolamento sismico, di dissipazione d’energia, ecc.) e moderne tecniche di rinforzo delle strutture.
• Tali sistemi e tecniche:
   - sono in grado di accrescere fortemente la sicurezza delle costruzioni, proteggendo anche gli elementi non strutturali e le apparecchiature contenute ed eliminando, o quantomeno riducendo, il panico (specialmente quando è utilizzato l’isolamento sismico);
   - possono essere utilizzati sia per le nuove costruzioni sia per quelle esistenti (incluse, anche se con particolari accorgimenti, quelle monumentali);
   - per le normali costruzioni l’uso di tali tecnologie comporta costi aggiuntivi di costruzione limitati, quando non assenti.
• Non vi è, dunque, ormai più alcuna scusa per non utilizzare i sistemi e le tecniche succitati, cioè per ritenere che nulla si possa fare contro il terremoto.
• Anche volendo assurdamente trascurare l’obiettivo principale di tali adeguate politiche di prevenzione (cioè le nuove vittime che si possono evitare), si ricordi (come si è già sottolineato) che riparare o ricostruire dopo un terremoto costa il triplo di quanto si deve spendere intervenendo su di esso anche grazie alle moderne tecnologie (e per il rischio idrogeologico, ad esempio, 5 volte tanto).
• Utilizzando le moderne tecnologie antisismiche (ma correttamente – cosa, purtroppo, che con sempre avviene – si vedano le note successive), dal terremoto ci si può proteggere, eccome: lo dimostra, senza tema di smentita, l’esperienza di altri paesi (come, ad esempio, il Giappone), che, pur essendo periodicamente colpiti da eventi ben più violenti di quelli italiani, ne escono quasi sempre con vittime e danni assai limitati (circa i recenti terremoti di Kyushu del 14 e del 15 aprile si veda, in questo numero di 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia, il già citato mio articolo separato).
• Per attuare le suddette corrette politiche di prevenzione, è ovviamente indispensabile non solo intervenire (correttamente) su quanto è già stato danneggiato da terremoti, ma agire anche sull’esistente non ancora da essi colpito, tramite l’installazione di sistemi d’isolamento sismico in fase preventiva, cosa che permette, fra l’altro, di limitare molto l’interruzione dell’operatività della costruzione (ciò è particolare interesse, ad esempio, nel caso degli ospedali, le cui attività non possono essere agevolmente spostate).
• I dispositivi antisismici (in particolare quelli di isolamento) devono essere accuratamente scelti, qualificati, accettatati ed installati.
• Occorre anche garantire che tali sistemi mantengano la loro efficacia per l’intera vita utile della costruzione (è inutile dare una Ferrari senza benzina, magari a chi non sa neppure guidare!).
• Anche in Italia, occorre finalmente distinguere tra l’edificato realmente “antico” e quello semplicemente “vecchio”, demolendo quest’ultimo e ricostruendolo in modo tale che esso garantisca la sicurezza sismica (contrariamente a quanto attualmente avviene, anche per la miopia di numerose Sovrintendenze, oltre che per leggi ormai superate).
• Ciò vale, per gli edifici ospitati in edifici “vecchi”, soprattutto (ma non solo) per quelli strategici, come, ad esempio, gli ospedali e rilevanti per la protezione civile (edifici che dovrebbero restare operativi dopo un terremoto, anche forte), e pubblici, in particolare per le scuole, che dovrebbero restare totalmente integre dopo un terremoto, anche violento, perché esse contengono il futuro di ogni comunità). • Circa gli interventi sull’esistente, il cosiddetto “miglioramento sismico” è inaccettabile per edifici pubblici come le scuole od edifici strategici.
• Per le scuole esistenti, in particolare, occorre un vero e proprio “adeguamento sismico”, tale, cioè, da assicurarne lo stesso livello di sicurezza che hanno scuole di nuova costruzione.
• Per quanto attiene a scuole, ospedali ed altri edifici strategici e pubblici che sono attualmente ospitati in edifici monumentali che non sia possibile adeguare sismicamente, è indispensabile spostare le funzioni di tali edifici in altri che siano totalmente sicuri.
• Infine, per quanto riguarda gli impianti chimici RIR, è necessario che si valuti, con la massima urgenza, la vulnerabilità di quelli esistenti (in particolare in Sicilia, a Priolo-Gargallo e Milazzo), si definisca, finalmente, un’adeguata normativa (sia per gli impianti di nuova costruzione che per gli interventi su quelli esistenti) e si proceda, finalmente, ai necessari interventi di messa in sicurezza dei componenti esistenti che lo richiedano.

2. Il Seminario de L’Aquila sul collaudo in corso d’opera degli edifici protetti da sistemi antisismici

Il Seminario su «Il collaudo il corso d’opera di edifici, di nuova costruzione ed esistenti, di edifici protetti da sistemi di isolamento sismico e dissipativi», che, come previsto1, ho tenuto (anche nella mia qualità di Presidente del GLIS) presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia de L’Aquila il 23 febbraio, ha avuto molto successo, a riprova dell’importanza dell’argomento in esso trattato e dell’interesse, per tale argomento, dei professionisti impegnati nella ricostruzione in Abruzzo a seguito degli ingenti danni causati dal terremoto del 6 aprile 2009 (gli ingegneri partecipanti hanno acquisito 4 CFP). Infatti, la sala della sede dell’Ordine de L’Aquila era gremita ed erano collegate in streaming anche le sedi di Avezzano e di Sulmona (i partecipanti sono stati circa 260). Il programma del seminario è già stato pubblicato nello scorso numero di 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia1 ed è stato ripreso, in toto o in parte, da un numero significativo di media, che, successivamente alla conclusione dell’evento, ne hanno sottolineato il successo27-40.

3. L’Incontro di Ferrara

L’Incontro su «Rischio sismico per beni architettonici e beni artistici: resilienze e fragilità», ha avuto luogo al Salone del Restauro di Ferrara nella mattinata dell’8 aprile (nell’ambito della XXIII edizione di “Restauro Musei”)41-43. Esso è stato organizzato dal Centro Studi Mastrodicasa (come già l’analoga manifestazione dell’anno scorso44), in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia, con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Ferrara e con la Fondazione degli Architetti di Ferrara, ed è stato patrocinato dall’Associazione Italiana per il Restauro Architettonico, Aritstico, Urbano (Assorestauro). Dopo gli interventi di saluto, portati dal Prof. Antonio Borri (Centro Studi Mastrodicasa ed Università degli Studi di Perugia), dalla Dott.ssa Cecilia Zampa (Vice-Presidente di Assorestauro) e da una collaboratrice del Dott. Sylvain Bellenger (Direttore del Museo di Capodimonte, impossibilitato ad intervenire) e l’introduzione del Prof. Borri, i lavori (presieduti dal Prof. Riccardo Dalla Negra dell’Università degli Studi di Ferrara) sono consistititi nelle seguenti relazioni:
• «Prevenzione e resilienza del patrimonio architettonico nei riguardi del rischio sismico: un approccio scientifico alla conservazione», del Prof. Sergio Lagomarsino (Università degli Studi di Genova); • «Riduzione del rischio sismico nell'edilizia storica: impiego di schemi resistenti ad assetto variabile. Dal palazzo reale all'edilizia conventuale ed alla residenza nobiliare», del Prof. Michele Candela (Università degli Studi di Reggio Calabria);
• «Protezione sismica dei beni architettonici. Esperienze in Calabria», della Dott.ssa Margherita Eichberg (Soprintendente Belle Arti e Paesaggio della Calabria);
• «Valutazione di vulnerabilità sismica dei beni artistici e tecniche di mitigazione del rischio», della Prof.ssa Anna Saetta e del Prof. Paolo Faccio (Università Iauv di Venezia);
• «Analisi del rischio per beni artistici e beni museali nelle loro realtà espositive: esperienze recenti», del Prof. Borri, del Prof. Alessandro De Maria (Università degli Studi di Perugia) e della Dott.ssa Liliana Marra (Museo di Capodimonte);
• «Tecniche di protezione dei beni artistici dal rischio sismico», da me presentata e nella quale ho ripreso alcuni dei punti elencati nel Par. 1.

4. Ulteriori manifestazioni già previste

4.1 Il seminario annuale del GLIS

Per il seminario annuale del GLIS 2016 è stato scelto il titolo «Edifici ed impianti, di nuova costruzione ed esistenti, e patrimonio culturale, protetti dal terremoto grazie a moderne tecnologie – Normativa, sperimentazione, progettazione, realizzazione, collaudo e monitoraggio sismico». L’evento (che, come è d’uso per i seminari annuali del GLIS, sarà affiancato da un’esposizione) è previsto tenersi a Bologna il 16 settembre (dalle 8:45 alle 19:00). La sede sarà fissata a breve (tenendo conto delle nostre esigenze per quanto attiene sia al numero di partecipanti previsti, sia, soprattutto, agli spazi espositivi disponibili). Il Seminario è coorganizzato dall’Associazione Nazionale Tecnici Enti Locali (ANTEL), dall’ENEA, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna (che assicurerà 6 CFP agli ingegneri partecipanti) e dallo SEWC-IG ed è promosso dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Bologna (che, in base alle informazioni già fornitemi, assicurerà 8 CFP agli architetti partecipanti). Ho poi invitato ad unirsi ai coorganizzatori il Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Bologna e l’Ordine dei Geologi della Regione Emilia-Romagna. Il Seminario è già patrocinato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna (UNIBO), dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, dal Co.Prev., dal Distretto 2072 del Rotary International e dall’ASSISi-WETS. Inoltre, ho chiesto il Patrocinio non oneroso ai Consigli Nazionali dei Geologi e degli Ingegneri e lo chiederemo anche al Comune di Bologna ed alla Regione Emilia-Romagna.

Il programma preliminare prevede, dopo gli indirizzi di saluto (portati quantomeno dal Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna Ing. Felice Monaco, da un rappresentante del Comune di Bologna, dal Segretario Generale dell’ANTEL Geom. Massimo Druetto e da me), quattro sessioni. La prima, presieduta dal Prof. Marco Savoia (UNIBO ed Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna) e dall’Arch. Giuseppe Pentassuglia (ANTEL, Comune di Torino, Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino e Consigliere GLIS), prevede le seguenti relazioni:
• «Rischio sismico e prevenzione: moderne tecnologie antisismiche e loro applicazione», da me tenuta;
• «Normativa», dell’Ing. Renzo Medeot (Ordine degli Ingegneri della Provincia di Padova, Consigliere GLIS e socio fondatore ASSISi);
• «Caratterizzazione dinamica delle costruzioni esistenti e prove sui materiali costruttivi», dell’Ing. Fernando Saitta (Centro Ricerche ENEA della Casaccia, Roma, e socio ASSISi);
• «Qualificazione ed accettazione sperimentali dei dispositivi antisismici», del Prof. Giuseppe Ricciardi (Università degli Studi di Messina, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina, socio GLIS ed ASSISi).

La seconda sessione, presieduta dall’Ing. Daniele Corsetti (Progettista in Fabriano, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona e Consigliere GLIS) e dal Prof. Alfonso Vulcano (Università della Calabria a Rende, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza, socio GLIS ed ASSISi), prevede:
• la relazione «Progetto e realizzazione di edifici civili di nuova costruzione protetti da sistemi di isolamento sismico», dell’Ing. Gian Carlo Giuliani (Presidente SEWC-IG, Redesco, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, Consigliere GLIS e socio ASSISi);
• la relazione «Interventi su edifici civili esistenti con l’isolamento sismico», del Prof. Marco Mezzi (Università degli Studi di Perugia, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia, socio GLIS ed ASSISi);
• la discussione relativa alle prime due sessioni.

La terza sessione, presieduta dall’Ing. Manlio Marino (Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina, Consigliere GLIS e socio ASSISi) e dalla Prof.ssa Gloria Terenzi (Università degli Studi di Firenze, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze, socia GLIS ed ASSISi), prevede le seguenti relazioni:
• «Progetto e realizzazione di edifici civili, di nuova costruzione ed esistenti, protetti da sistemi dissipativi ed altre moderne tecnologie antisismiche», del Prof. Fabio Neri (Università degli Studi di Catania, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catania, socio GLIS ed ASSISi);
• «Progetto e realizzazione di edifici industriali, di nuova costruzione ed esistenti, protetti da moderne tecnologie antisismiche», del Prof. Tomaso Trombetti (UNIBO ed Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna);
• «Protezione del patrimonio culturale con dispositivi antisismici», del Prof. Stefano Sorace (Università degli Studi di Udine, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze, Consigliere GLIS e socio ASSISi);
• «Protezione degli impianti a rischio di incidente rilevante con dispositivi antisismici», dell’Ing. Alessandro Poggianti (Centro Ricerche ENEA di Bologna, socio GLIS ed ASSISi).

La quarta sessione, presieduta dal Dr. Ing. Paolo Clemente (Centro Ricerche ENEA della Casaccia, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Benevento, socio GLIS ed ASSISi) e dal Prof. Vincenzo Mallardo (Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara e socio GLIS), prevede: • la relazione «Il collaudo in corso d’opera di strutture protette da moderne tecnologie antisismiche», del Prof. Antonello Salvatori (Università degli Studi de L’Aquila, Ordine degli Ingegneri della Provincia de L’Aquila e Consigliere GLIS); • la relazione «Il monitoraggio sismico di strutture protette da sistemi antisismici», del Prof. Alessandro De Stefano (già Politecnico di Torino, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Asti e Consigliere GLIS). • la discussione relativa alle ultime due sessioni.

Inoltre, a conclusione della seconda sessione e della quarta sono previsti interventi degli espositori, volti ad illustrare i loro prodotti. Le conclusioni saranno tratte quantomeno dall’Ing. Monaco, dal Geom. Druetto e da me. Il programma definitivo del Seminario sarà pubblicato nel prossimo numero di 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia.

4.2 Il Seminario dell’Aquila del 13 maggio

Il Seminario su «Costruire ed adeguare simicamente con le moderne tecnologie antisismiche – La prevenzione efficace» si terrà a L’Aquila il 13 maggio (a partire dalle 8:45), all’Auditorium Renzo Piano. Esso è organizzato dall’ENEA, dall’Università degli Studi de L’Aquila e dagli Ordini degli Architetti PPC e degli Ingegneri della Provincia de L’Aquila (che assicureranno ambedue 6 CFP ai professionisti partecipanti). Il patrocinio è già stato concesso dal GLIS e dall’ASSISi-WETS, nonché dall’Ordine dei Geologi dell’Abruzzo e dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia dell’Aquila (che assicureranno, rispettivamente, 6 e 3 CFP ai professionisti partecipanti). Il Seminario sarà reso possibile grazie ai contributi delle Società Domus ed EDIL CAM Sistemi, rappresentate nel GLIS.

Il programma45-47 prevede gli indirizzi di saluto da parte del Prof. Massimo Fragiacomo (Vice Direttore del Dipartimento Ingegneria Civile, Edile-Architettura, Ambientale dell’Università degli Studi de L’Aquila), mio, dell’Ing. Elio Masciovecchio (Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia de L’Aquila), dell’Arch. Gianlorenzo Conti (Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia de L’Aquila), dell’Ing. Pierluigi Frezza (Presidente Giovani ANCE L’Aquila) e del Dott. Giustino Parisse, redattore del quotidiano abruzzese “il Centro”. A tali indirizzi di saluto è previsto che seguano le seguenti relazioni su invito (presiedute ed introdotte dal già citato Prof. Salvatori):
• «Rischio sismico e prevenzione: moderne tecnologie antisismiche e loro utilizzazione», da me tenuta;
• «La prevenzione (efficace?) per gli edifici vincolati, tra conservazione e sicurezza, etica e responsabilità», del già citato Prof. Borri;
• «Applicazioni di moderne tecnologie antisismiche in Abruzzo», del Prof. Salvatori;
• «NTC 2014 e strategie di intervento», del Prof. Giorgio Monti (Università di Roma “La Sapienza”);
• «Esempi pratici di applicazione del sistema CAM associato ad altri sistemi di rinforzi strutturali», dell’Ing. Barbara Farinelli (DOMUS, socia GLIS);
• «Prevenzione sismica su un edificio strategico. Isolamento e traslazione del Centro Direzionale di Autostrade per l’Italia: Palazzo Fagnoni (ASPI-Firenze Nord)», dell’Ing. Roberto Marnetto (DeLaBeCh costruzioni, socio GLIS);
• «Verso una vera prevenzione: l’azione sismica nella progettazione strutturale», del già citato Dr. Ing. Clemente;
• «Criteri di calcolo per il consolidamento mediante Sistema CAM», dell’Ing. Marianna Leonori (Ufficio Tecnico dell’EDIL CAM Sistemi);
• «Adeguamento sismico di alcuni corpi della Facoltà di Agraria – Università Politecnica delle Marche. Un connubio tra sicurezza e minimizzazione delle interferenze sulle parti non strutturali presenti negli edifici – Caso di studio», dell’Ing. Alessandro Bianchi (Presidente GEA Soc. Coop., socio GLIS);
• «Una rilevante applicazione di messa in sicurezza dei capannoni industriali per una industria dolciaria in provincia di Brescia», dell’Ing. Perluigi Violetto (Studio di Ingegneria Violetto, Torino);
• «Sistemi di fissaggio su muratura e in zona sismica», dell’Ing. Andrea Castello (Hilti Italia).

Alle relazioni seguiranno una dimostrazione pratica di istallazione del sistema CAM su simulacri, di struttura in cemento armato e muratura (da parte dell’Ing. Farinelli), e la discussione. La chiusura dei lavori è prevista alle 18:00.

4.3 Altre manifestazioni già previste

Fra le altre manifestazioni già programmate a livello nazionale sono ora da menzionare, a parziale integrazione di quelle già citate nel numero di dicembre 2015 di 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia1:
• un convegno sui rapporti tra scienza ed informazione, organizzato dall’Associazione Ilaria Rambaldi Onlus e dal Co.Prev, previsto a Lanciano (CH) il 24 giugno, con una mia relazione su invito;
• un convegno internazionale sulla prevenzione sismica, organizzato dal Prof. Benedetto De Vivo dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, che dovrebbe tenersi all’Istituto per gli Studi Filosofici della stessa Napoli, con relazioni su invito sia del Prof. De Vivo, sia del sismologo americano Dr. Lalliana Mualchin («Current knowledge is adequate for realistic earthquake hazard assessment in the deterministic sense for use in public safety»), sia mia («Seismic prevention and modern technologies»);
• il già citato Seminario, patrocinato dal GLIS, «Isolamento e dissipazione per la protezione sismica avanzata delle strutture di nuova costruzione ed esistenti», da tenersi a Gemona del Friuli il 14 ottobre, in occasione del quarantesimo anniversario della seconda scossa del terremoto del Friuli del 1976, che il Prof. Sorace sta organizzando (con visita del ricostruendo Castello – si vedano le Figure 1-11);
• il convegno «Moderni sistemi per la mitigazione dell’azione sismica», che il socio del GLIS e dell’ASSISi Prof. Umberto Sannino (Roma) ha già da tempo proposto di organizzare all’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia, con il patrocinio del GLIS e dell’ASSISi-WETS44 (tale convegno dovrebbe tenersi in novembre, se possibile congiuntamente alla riunione annuale dell’Assemblea Generale dei soci GLIS, durante la quale è previsto il rinnovo delle cariche sociali).


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Gravi i danni e le distruzioni causati dai due eventi, ma nuove evidenze dell’efficacia dell’isolamento sismico – Le attività già effettuate dal GLIS nel 2011 e quelle previste, anche a seguito degli eventi suddetti», 21mo Secolo – Scienza e Tecnologia, N. 1-2011 (maggio), pp. 5-16. 9 Alessandro Martelli (2015), «Realizzazione di nuovi edifici ed interventi su quelli esistenti – Mettere d'accordo efficienza energetica e protezione sismica», Villaggio Globale, Efficienza ultima spiaggia (Tema: «Dentro l'Energia»), Anno XVIII - N. 72 (dicembre), ISSN 2039-7208, http://rivista.vglobale.it/temi/932-dentro-l-energia/efficienza-ultima-sp..., 30 novembre. 10 Redazione (2016), «Modena, Convegno su “Rigenerazione Urbana” il 13 febbraio», Agenzia Giornalistica Economica d’Abruzzo (AGEA), http://www.ageabruzzo.it/2016/02/modena-convegno-rigenerazione-urbana-il-13-febbraio-67985 e Appuntamenti Giornalieri Cultura Abruzzo (AGICA), http://www.agica.it/blog/fuori-porta/2016/02/modena-convegno-rigenerazione-urbana-il-13-febbraio/, 4 febbraio. 11 Simone Ricci (2016), «Il 13 febbraio a Modena un convegno sulla rigenerazione urbana firmato anche dal Rotary», Newsletter del Distretto 2072 del Rotary International, n. 29 (gennaio), pp. 8-10. 12 Redazione (2016), «Convegno sulla “Rigenerazione Urbana” - Modena, 13 febbraio», Notiziario del Rotary Club Bologna Est, n. 11, 27 gennaio, pp. 3-4, e n. 12, 8 febbraio, pp. 3-4. 13 red/pc (2016), «Rigenerazione Urbana: processo integrato per la messa in sicurezza, la riduzione dei consumi e la qualità della vita. 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Per evitare martellamento con la parte esterna in muratura, il giunto strutturale è di 10 mm alla base e 17-20 mm alle quote superiori. La correttezza dei calcoli di progetto è stata verificata dall’ENEA nell’ambito delle attività di collaudo in c.o. effettuate da A. Martelli (foto fornite dal Geom. Iob).

 


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