Ance. Il Piano Casa sia un Piano Città
Il Piano Casa, rilanciato dal Governo nell'ambito del pacchetto di misure per il sostegno dell'economia approvato dal Consiglio dei ministri di mercoledì scorso,
deve diventare innanzitutto un “Piano Città”, che punti a riqualificare le aree degradate delle nostre metropoli.
Da Piano Casa a Piano Città. E’ quanto si augura Paolo Buzzetti, Presidente Ance - Associazione nazionale costruttori edili - che, in una recente intervista, ha sottolineato la necessità di semplificare il Piano per superare gli scogli incontrati nelle normative regionali e riprendere le misure sulle ristrutturazioni contenute nella finanziaria approvata dal Governo Prodi. Il Piano Casa deve diventare un Piano Città che abbia come principale obiettivo quello di riqualificare le aree degradate delle nostre metropoli.
“Il Piano Casa – afferma Buzzetti - “ha fallito” in quanto “si è infranto contro la sovrapposizione normativa” tra Stato e Regioni e “perché non sono state realizzate le semplificazioni che tutti noi speravamo”. Il risultato è che ''i cittadini non lo conoscono e le imprese non sanno come fare''.
Il Presidente di Ance auspica che siano approvate le semplificazioni e che il Piano Casa, più che all'aumento della cubatura di villette private, abbia come principale obiettivo la ''riqualificazione delle aree metropolitane'', così da trasformarsi in un “Piano Città”.
E’ in questa direzione che vanno le proposte ormai di vecchia data avanzate da Ance ''snellire le procedure e semplificare le norme per l'abbattimento dei vecchi edifici, per le ristrutturazioni, per i cambi di destinazione d'uso'', favorendo parallelamente il risparmio energetico degli edifici. Operazioni, queste, che ''non andrebbero a consumare territorio e non avrebbero un impatto su ciò che ha un valore storico, culturale e paesaggistico''. Ance ha infatti sempre sostenuto le misure previste dalla finanziaria di Prodi: dalla la detrazione Irpef del 36% sulle ristrutturazioni, all'Iva agevolata e la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
Infine, Buzzetti ribadisce l’importanza di rilanciare l’edilizia come strumento per la ripresa dell’economia italiana. L’edilizia in 3-4 anni potrebbe generare un valore pari a 50-60 miliardi di euro ed essere quindi volano di posti di lavoro. ''Si pensi solo - rileva Buzzetti - che un miliardo speso nell'edilizia equivale a circa 23mila occupati''.
L’edilizia, al tempo stesso, sta soccombendo tra “ritardi dei pagamenti alle aziende da parte delle amministrazioni” e il blocco dei fondi per le piccole (3,5 miliardi) e grandi opere (12 miliardi). “Il Governo ci dica se i soldi ci sono o no”, afferma il Presidente di Ance, anche perché “senza garanzie pubbliche le imprese si trovano in difficoltà nel chiedere credito alle banche''.



